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Green Day | American Idiot (2004)

06/12/2013
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Prima vecchi Punk, poi Pop revival e ora alternative Pop-Rock, i Green Day negli anni crescono non solo d'età, ma anche musicalmente. Mike Pritchard Dirnt e Billie Joe Armstrong, ambedue del 1972, sono amici e si conoscono a Rodeo, un piccolo centro vicino a Berkeley, San Francisco, California. «Non c'era un cinema, una scuola, una sala da ballo, il paese più noioso del mondo», racconta Joe, così i due amici se ne vanno a scuola a Berkeley. A soli 15 anni formano la prima band, gli Sweet Children, Billie Joe canta e suona la chitarra e Mike il basso. Il batterista che fa parte della band è Al Sobrante e il loro debutto lo tengono al Rod's Hickory a Vallejo, California. Nel '88 incontrano Frank Edwin Wright III (1972), in arte “Tre-Cool”, insegnante di batteria del loro ormai ex Sobrante. Col nuovo, e definitivo, batterista cambiano anche il nome e diventano Green Day, che in slang sta a significare: “una giornata trascorsa a farsi le canne”. Passano anni in giro per concerti finché riescono ad avere un gruppo sempre più numeroso di fan che li segue dappertutto. Fra l'89 e il 90 pubblicano tre EP per un'etichetta indipendente, ma non si lasciano sfuggire l'occasione di incidere per la major Reprise, tradendo il pubblico di nicchia per una platea prima nazionale, poi internazionale. Da quel momento nessuno li ferma più, anche perché non sbagliano un colpo.

 

American Idiot
Reprise, 2004 – ★★

A distanza di 4 anni da Warning, svolta pop, arriva il masterpiece. Una scarica di adrenalina s'impossessa dei solchi (si fa per dire) del CD trasmettendo tutta l'energia del trio, la sfacciataggine impunita di Armstrong alla voce, la chiarezza con cui prendono posizione nei riguardi di George Bush Jr. (è lui l'americano idiota del titolo). La destinazione Pop tocca il vertice in Boulevard Of Broken Dreams, dove dimostrano di avere persino un'anima. Ne vedremo delle belle?

 

Canzone: Are We The Waiting | St. Jimmy

Forget me nots and second thoughts live in isolation
Heads or tails and fairytales in my mind
Are we we are, are we we are the waiting unknown
The rage and love, the story of my life
The Jesus of suburbia is a lie

And screaming
Are we we are, are we we are the waiting

 

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