L'album della settimana

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Buena Vista Social Club (1997)

16/01/2015
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Un fenomeno musicale senza precedenti, che incarna perfettamente le dinamiche discografiche e musicali della World Music anni 90: basta avere un produttore di successo come Ry Cooder – reduce dalla fortunata collaborazione con il chitarrista maliano Ali Farka Touré – e mandarlo in un luogo “esotico” come Cuba per un progetto di fusione tra musica cubana e maliana. Il progetto iniziale fallisce e Cooder, nel giro di pochi giorni, imbastisce un'idea del tutto diversa: riunendo intorno a sé un manipolo di vecchie glorie più o meno famose, si inventa un progetto musicale ispirato ai social club cubani degli anni 50, mettendoci dentro le percussioni africane e la sua inconfondibile chitarra slide. Ne nasce qualcosa di nuovo ed estremamente affascinante: musica cubana “in vitro” – World Music allo stato puro – che nel giro di pochi mesi scala le classifiche di tutto il mondo. I suoi protagonisti principali – Omara Portuondo (1930), Compay Segundo (1907-2003), Rubén González (1919-2003), Ibrahim Ferrer (1927-2005) – diventano star internazionali, e persino il regista Wim Wenders, a un anno dal debutto discografico, si catapulta a Cuba per documentare a posteriori il “miracolo cubano”. Molti dei protagonisti di BVSC incideranno successivamente dei dischi solisti. Dopo la scomparsa dei suoi protagonisti più anziani, il Club ha ancora un'intensa attività live con una continua rotazione nella line-up; oggi sono pochi i membri originari che ancora fanno parte della band.

 

Buena Vista Social Club
World Circuit, 1997 – ★★★

Il primo e unico disco di inediti viene registrato a L'Avana in soli 6 giorni nel marzo del 1996. Ry Cooder, il boss della World Circuit Nick Gold e Juan de Marcos González (musicista e produttore locale) concepiscono l'idea di un disco di Son cubano, un album che celebri l'epoca d'oro della musica orchestrale degli anni 50, in ricordo della vitalità musicale di Cuba in epoca pre-castrista. Ne esce un lavoro inatteso, più complesso e radicale di quello che tutti avevano immaginato. Fra i 14 brani del disco, il singolo inedito di Compay Segundo (Chan Chan), un brano degli anni 50 di Ibrahim Ferrer (De camino a la vereda), alcuni pezzi entrati nel repertorio popolare (Candela, La Bayamesa), più due brani di Israel López (zio del “Cachaíto” Lopez che suona in questo disco), Pueblo Nuevo e la title track. Un repertorio eterogeneo, radicato fortemente nel passato, che strizza l'occhio alla modernità e a qualche trovata geniale di Cooder, come l'uso della slide guitar. Intenso e imperdibile.

 

Canzone: Chan Chan

De Alto Cedro voy para Macané 
Luego a Cueto voy para Mayarí 

El cariño que te tengo 
Yo no lo puedo negar 
Se me sale la babita 
Yo no lo puedo evitar

(Andrò da Alto Cedro a Macané 
Passando per Cueto arriverò a Mayarí 

L'amore che ho per te 
non posso rinnegarlo 
se ho l'acquolina 
non posso evitarlo)

 

 

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