L'album della settimana

Facebook Twitter Google+ Feed RSS

Fabrizio De André | Creuza De Mä (1984)

18/02/2016
Facebook Twitter Google+ Invia per e-mail

Dopo aver suonato nel gruppo The Crazy Cowboy And Sheriff One, Fabrizio De André (1940-1999) incide i primi singoli, con l'esordio di Nuvole barocche nel 1961. Nel 1968 partecipa alla realizzazione dell'album Senza orario senza bandiera dei New Trolls adattando i testi di Riccardo Mannerini. I suoi primi concerti, superando una naturale ritrosia per il palcoscenico, avvengono a metà degli anni 70 con alcuni dei New Trolls. Canti randagi (BMG, 1995) è il primo tributo all'artista con colleghi dell'area etnica (la Ciapa Rusa, Baraban, Peppe Barra e Bevano Est). Anni dopo si replica con Canti randagi 2 (Cose di musica, 2010) con contributi di Riccardo Tesi, Petra Magoni e Elena Ledda. Altro tributo fragoroso quello dal vivo a Genova il 12 marzo 2000 a cui fa seguito la pubblicazione Faber amico fragile (BMG, 2003) dove intervengono Celentano, Finardi, Battiato, Vecchioni, Ligabue, Paoli, Jovanotti, Vasco Rossi, Mercanti di Liquore e tanti altri.

 

Creuza De Mä

Ricordi, 1984 – ★★★★★
Probabilmente la massima opera realizzata in Italia nel campo della Canzone. Il disco, ideato, sviluppato e creato come un progetto unitario da De André e da Mauro Pagani, polistrumentista di derivazione Rock, rappresenta un viaggio purificatore nelle acque e nelle tradizioni che si specchiano nel Mediterraneo. Le canzoni sono vibranti invocazioni in dialetto genovese, con un corredo sonoro di grande respiro e solennità. Un disco di libertà e di poesia, un tributo alla terra mai dimenticata, in un intreccio di memoria e di aromi che si profilano ad ogni strofa, da Jamin-a a Sidun. Capolavoro assoluto, le cinque stelle non bastano, con tutti i relativi dettagli all'altezza, dalla registrazione dei suoni alla copertina.

 

Canzone: Creuza De Mä

E 'nt'a barca du vin ghe naveghiemu 'nsc'i scheuggi
emigranti du rìe cu'i cioi 'nt'i euggi
        E nella barca del vino ci navigheremo sugli scogli
emigranti della risata con i chiodi negli occhi

finché u matin crescià da puéilu rechéugge
frè di ganeuffeni e dè figge
      finché il mattino crescerà da poterlo raccogliere
fratello dei garofani e delle ragazze

bacan d'a corda marsa d'aegua e de sä
che a ne liga e a ne porta 'nte 'na creuza de mä
      padrone della corda marcia d'acqua e di sale
che ci lega e ci porta in una mulattiera di mare

 

 

Lascia un Commento

Se vuoi, facci sapere cosa ne pensi. Il tuo commento verrà letto dal moderatore del blog, che deciderà se pubblicarlo. Vogliamo che queste pagine siano piacevoli da leggere, ordinate e informative, e dunque pubblicheremo solo i commenti che contribuiscano in modo costruttivo alla discussione, con idee e critiche nuove e originali, senza ripetere argomentazioni e preoccupazioni che hanno già trovato voce in commenti precedenti. Prima di scrivere, è una buona idee leggere i nostri consigli di netiquette: seguirli rende più probabile che il tuo commento sia pubblicato.