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Lucio Dalla | Com’è profondo il mare (1977)

01/03/2016
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La partenza come clarinettista nella Rheno Dixieland Jazz Band dove suona anche Pupi Avati: il bolognese Lucio Dalla (1943-2012) farà quindi parte dell’orchestra di Chet Baker e dei Flippers di Edoardo Vianello, per poi incontrare Gino Paoli che lo incoraggia a provarci come cantante solista. Nel 1964 partecipa al Cantagiro con Lei, una canzone di Paoli. È al Festival di Sanremo con Paff… Bum nel 1966 e con Bisogna saper perdere nel 1967: e sempre in quell’anno è in gara per la Palma di miglior attore alla Mostra del Cinema a Venezia con il film ‘I Sovversivi’ dei fratelli Taviani. Moltissimi gli impegni in televisione, in campo teatrale, nelle colonne sonore. La scomparsa a Montreux, pochi giorni dopo la partecipazione al Festival di Sanremo 2012 come direttore d’orchestra per la canzone Nanì presentata dal giovane Pierdavide Carone, solleva una grandissima emozione tra il pubblico e i colleghi. Affollatissimo il funerale che si tiene nel giorno in cui si sarebbe dovuto celebrare il suo 69º compleanno, il 4 marzo.

 

Com’è profondo il mare
RCA, 1977 – ★★★★

La maliconica ballata Com’è profondo il mare, la veloce Corso Buenos Aires contrastata da un leggero coretto femminile, le riflessioni amare di Quale allegria e l’audace autoerotismo della divertita Disperato erotico stomp. Un libro di Maria Laura Giulietti (‘Come è profondo il mare’, Rizzoli) spiega ampiamente la nascita e la realizzazione di questo album nato negli studi RCA di Roma. Fa eccezione la canzone che ha definitivamente lanciato Dalla, Come è profondo il mare, incisa presso gli Stone Castle Studios di Carimate (CO) con il gruppo di musicisti milanesi Paolo Donnarumma, Flaviano Cuffari e Claudio Bazarri. Curatissima la produzione del team Alessandro Colombini-Renzo Cremonini.

 

Canzone: Com’è profondo il mare

Frattanto i pesci 
Dai quali discendiamo tutti 
Assistettero curiosi 
Al dramma collettivo 
Di questo mondo 
Che a loro indubbiamente 
Doveva sembrar cattivo 
E cominciarono a pensare 
Nel loro grande mare 
Com’è profondo il mare 
Nel loro grande mare 
Com’è profondo il mare 

E’ chiaro 
Che il pensiero dà fastidio 
Anche se chi pensa 
E’ muto come un pesce 
Anzi un pesce 
E come pesce è difficile da bloccare 
Perchè lo protegge il mare 
Com’è profondo il mare 

Certo 
Chi comanda 
Non è disposto a fare distinzioni poetiche 
Il pensiero come l’oceano 
Non lo puoi bloccare 
Non lo puoi recintare 
Così stanno bruciando il mare 
Così stanno uccidendo il mare 
Così stanno umiliando il mare 
Così stanno piegando il mare

 

 

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