Correva l’anno 2004 quando alla maturità venne proposta l’analisi testuale di Casa sul mare di Eugenio Montale.

 

Il viaggio finisce qui:

nelle cure meschine che dividono

l’anima che non sa più dare un grido…

 

Tra i quesiti richiesti vi era quello di esporre il significato complessivo della lirica montaliana, rifacendosi ad altri testi dell’autore, alle caratteristiche della situazione generale, sociale e politica, e “alle tendenze che si manifestavano allora nella letteratura italiana ed europea”.

Nel tema d’italiano l’inquadramento contestuale non è soltanto un argomento di contorno o una premessa che si mette per ragioni di circostanza: è una caratteristica fondamentale per spiegare come mai quelle esperienze sono avvenute in quel modo; per motivare la scelta di un certo indirizzo che si dà ai contenuti; per fornire una cornice di senso a quello che si sta scrivendo.

Ma il contesto è fatto soprattutto di storie che vanno ricostruite e rimesse insieme con una grande abilità di sintesi: perché altrimenti si rischia di scrivere un trattato o una storia universale della letteratura. Accanto a queste tessere del puzzle ci sono poi gli esempi e i modelli: gli autori e i movimenti che decidiamo di citare; i rapporti internazionali (se stiamo parlando di un particolare processo storico); l’evoluzione di un fenomeno (se invece stiamo svolgendo una traccia che ha come argomento centrale la scienza o la tecnologia).

Il contesto letterario della poesia italiana del Novecento è uno degli argomenti più intricati da spiegare.

 

[prezi id=”8nzy7xjhowlp” width=”600″ height=”480″]

 

Nel prezi che abbiamo inserito in questa pagina le molte personalità ed esperienze poetiche italiane del ventesimo secolo sono state ricondotte ad alcune linee interpretative: abbiamo cioè raccolto i poeti attorno ad un minimo comune multiplo che li tenesse insieme. Per sensibilità formali e parentele tematiche; per affinità ideologiche e politiche; per l’uso e la ripresa di un certo linguaggio. Così, ad esempio, Giovanni Pascoli risulta il capostipite di una linea poetica che abbiamo chiamato “dell’interiorità” e che passa attraverso Gozzano (e i crepuscolari) per condurre a Montale. Queste direttrici della poesia sono un po’ come dei grandi raccoglitori di categorie, di famiglie in cui gli individui – in questo caso i poeti – si riconoscono per via di certe caratteristiche: i contenuti, le forme, gli atteggiamenti.

Orientarsi, anche a grandi linee, in questo territorio risulterà molto utile durante la composizione del tema quando si dovranno appunto stabilire le appartenenze a certi movimenti o correnti letterarie; quando sarà necessario ricollegarsi ad una tradizione precedente o addirittura più antica. Per Ungaretti richiameremo il simbolismo di Mallarmé e poi i classici italiani; per Dino Campana bisognerà invece utilizzare Rimbaud e la poesia orfica; mentre per il triestino Umberto Saba si dovranno scomodare nientemeno che Giacomo Leopardi e Francesco Petrarca.