Esame di Stato

Facebook Twitter Google+ Feed RSS

Laboratorio per gli insegnanti

20/04/2013
Facebook Twitter Google+ Invia per e-mail
Print Friendly

Un laboratorio per gli studenti in vista dell’esame di stato? Certo. Ma anche qualche suggestione per il lavoro dei docenti, prima delle cosiddette simulazioni che in primavera i professori d’italiano cominciano a mettere in calendario per allenare la classe all’impatto frontale con la mole delle tracce ministeriali.

Due ci sembrano gli aspetti su cui avviare un laboratorio di scrittura con le classi: il primo dovrebbe concentrarsi sulle tracce attraverso una riflessione condivisa per poi costruire percorsi da sviluppare. Sono idee, temi, metafore su cui progettare percorsi che gli studenti potranno ampliare e completare. Un esempio? Partendo da una traccia, elaborare un certo numero di possibili incipit ed esercitare gli alunni, anche a piccoli gruppi di due-tre unità, sulle possibili continuazioni della stesura. E qui l’insegnante potrebbe sbizzarrire la propria fantasia proponendo (a) un attacco di tipo argomentativo; (b) l’inizio di un articolo di giornale (intervista; recensione a un testo; ecc.); (c) un ingresso in medias res e in pieno stile saggistico.

Partiamo ad esempio dalla Tipologia D dello scorso anno:

Fritjof Capra (La rete della vita, Rizzoli, Milano 1997) afferma: «Tutti gli organismi macroscopici, compresi noi stessi, sono prove viventi del fatto che le pratiche distruttive a lungo andare falliscono. Alla fine gli aggressori distruggono sempre se stessi, lasciando il posto ad altri individui che sanno come cooperare e progredire. La vita non è quindi solo una lotta di competizione, ma anche un trionfo di cooperazione e creatività. Di fatto, dalla creazione delle prime cellule nucleate, l’evoluzione ha proceduto attraverso accordi di cooperazione e di coevoluzione sempre più intricati».

Il candidato interpreti questa affermazione alla luce dei suoi studi e delle sue esperienze di vita.

Un ottimo strumento di lavoro (quando è disponibile in classe) è rappresentato dalla LIM: per evidenziare le parti di un testo; per corstuire mappe tematiche; per costruire collegamenti tra le parole-chiave della traccia, come abbiamo proposto nella TagCloud che è possibile creare con Wordle.


Un secondo aspetto, da non trascurare mai quando si parla di scrittura è l’uso del lessico specialistico, che abbia un taglio critico e riflessivo, che utilizzi una gamma di termini coerenti ma specifici entro i diversi campi semantici che le tracce propongono. La Tipologia A all’esame di stato dello scorso anno proponeva un brano tratto dalla Prefazione di un libro di Claudio Magris (L’infinito viaggiare, Milano, Mondadori, 2005).

Il volume di Magris offre moltissimi spunti di riflessione ed è cosigliabile anche per una lettura integrale.

Una rielaborazione delle parole-chiave del brano ministeriale è interessante per portare alla luce il campo semantico del viaggio e i termini (sostantivi, predicati) che lo compongono e lo definiscono come metafora non solo di ogni esperienza umana ma anche della dimensione dell’incontro che essa evoca, soprattutto per uno scrittore di “frontiera” come Magris.

 

L’infinito viaggiare di Claudio Magris con la LIM

Lascia un Commento

Se vuoi, facci sapere cosa ne pensi. Il tuo commento verrà letto dal moderatore del blog, che deciderà se pubblicarlo. Vogliamo che queste pagine siano piacevoli da leggere, ordinate e informative, e dunque pubblicheremo solo i commenti che contribuiscano in modo costruttivo alla discussione, con idee e critiche nuove e originali, senza ripetere argomentazioni e preoccupazioni che hanno già trovato voce in commenti precedenti. Prima di scrivere, è una buona idee leggere i nostri consigli di netiquette: seguirli rende più probabile che il tuo commento sia pubblicato.