Esame di Stato

Facebook Twitter Google+ Feed RSS

Letteratura e mondo giovanile

14/05/2013
Facebook Twitter Google+ Invia per e-mail
Print Friendly

Negli ultimi anni molti titoli alla maturità hanno riguardato direttamente il complesso e sfaccettato mondo dei giovani con tracce che hanno cercato di esplorare le aspettative, i gusti, le speranze, il senso di una crisi di prospettive nell’epoca delle passioni tristi. Ora, quali sono i generi letterari che affrontano direttamente il mondo giovanile e che potrebbero essere impiegati come riferimenti contestuali in un tema d’italiano?

 

Maturità 2009 - Tipologia B
Origine e sviluppi della cultura giovanile.

 

Maturità 2012 - Tipologia B
I giovani e la crisi.

 

Maturità 2012 - Tipologia D
«Avevo vent’anni. Non permetterò a nessuno di dire che questa è la più bella età della vita» (Paul Nizan, Aden Arabia, 1931).
Il candidato rifletta sulla dichiarazione di Nizan e discuta problemi, sfide e sogni delle nuove generazioni

 

 

Per la sua natura di specchio dell’adolescenza e dei suoi conflitti, c’è un genere narrativo che attraverso la propria struttura racconta la stessa ragion d’essere del mondo dei giovani, e questo genere è il “romanzo di formazione”.

Nelle tracce che abbiamo sopra indicato, e specialmente in quella che riporta la citazione di Paul Nizan, il Bildungsroman come riferimento, confronto e sostegno alla propria argomentazione è probabilmente la veste narrativa più adatta a rappresentare il divenire adulti e a mettere in forma le questioni chiave dell’adolescenza. Il romanzo di formazione possiede cioè una capacità di filtrare e leggere le sfumature della crescita interiore che arriva direttamente al cuore del problema: la conflittualità, la crescita, gli amori, la scuola e l’istruzione come scenario tragicomico dell’incomprensione; e poi ancora le ansie, i sensi di colpa, gli interrogativi di fondo di un’esistenza in fieri, il coinvolgimento politico, il desiderio di partecipare alla storia e di essere protagonisti pur tra tutte le contraddizioni di questa stagione della vita.

Ogni epoca – potremmo dire – ha avuto i suoi romanzi di formazione prediletti: nell’Ottocento hanno prevalso quelli in cui il giovane scopriva la partecipazione alle trasformazioni della storia e della società (Goethe, Nievo, Stendhal), oppure quelli in cui si definiva una nuova educazione sentimentale e una diversa costruzione del proprio mondo affettivo (Flaubert, Charlotte Brontë, Louisa M. Alcott). Poi ci sono stati i grandi esempi della fine del secolo e del primo Novecento – da Oscar Wilde a Robert Musil, da Thomas Mann a James Joyce – in cui sono esplose tutte le contraddizioni dell’adolescenza e della giovinezza, a lungo mitizzate come un mondo ideale e ora riscoperte invece come stagioni del disorientamento, della crisi, della divaricazione tra la realtà degli adulti e quella delle nuove generazioni.

Il secondo dopoguerra si aprì con The catcher in the rye di Salinger e con On the road di Jack Kerouac, entrambi veri e propri cult-book del romanzo di formazione: la protesta divenne contestazione e quei libri rappresentarono un manifesto della cultura giovanile, una dichiarazione di guerra nei confronti del perbenismo e dell’ipocrisia della società americana. Il giovane Holden – questo è il titolo del romanzo di Salinger nella traduzione italiana – ha dato vita a una serie di imitazioni anche sotto il profilo del linguaggio (come nel caso del libro d’esordio di Enrico Brizzi Jack Frusciante è uscito dal gruppo) mettendo in evidenza proprio un aspetto tipico della cultura giovanile: la scelta di uno slang, di un codice linguistico fortemente connotato in senso alternativo rispetto alla norma linguistica.

Dunque il romanzo di formazione parla di giovani e ai giovani: rispecchia e rappresenta la crescita nel momento in cui si prende coscienza del cambiamento, dei fili interrotti, delle amicizie, delle fratture che compongono il mondo interiore dell’adolescente (L’amico ritrovato di Fred Uhlman; Due di due di Andrea De Carlo; La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano; Acciaio di Silvia Avallone).

In questo modo si esce dall’adolescenza e si acquista la consapevolezza che, sebbene le cose non siano cambiate, siamo cambiati noi stessi.

Lascia un Commento

Se vuoi, facci sapere cosa ne pensi. Il tuo commento verrà letto dal moderatore del blog, che deciderà se pubblicarlo. Vogliamo che queste pagine siano piacevoli da leggere, ordinate e informative, e dunque pubblicheremo solo i commenti che contribuiscano in modo costruttivo alla discussione, con idee e critiche nuove e originali, senza ripetere argomentazioni e preoccupazioni che hanno già trovato voce in commenti precedenti. Prima di scrivere, è una buona idee leggere i nostri consigli di netiquette: seguirli rende più probabile che il tuo commento sia pubblicato.