Esame di Stato

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Articolo di giornale

07/03/2015
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Lo stile dell’articolo di giornale presenta caratteristiche molto diverse rispetto al saggio breve: entrambi fanno parte della tipologia B ma differiscono notevolmente per quanto riguarda la struttura, la composizione e il destinatario a cui si riferiscono.

L’articolo di giornale presuppone una veste formale più semplice, ma non meno complessa: richiede una scrittura più diretta e oggettiva che punti tutto sulla completezza delle informazioni e su una certa vena narrativa. Mentre nel saggio breve si devono vestire i panni del saggista o del critico letterario, qui invece bisogna mettersi nei panni del giornalista che segue un’inchiesta e imitarne un po’ lo stile. Quindi è consigliabile farsi una buona scorta di letture da quotidiani e settimanali nazionali che pubblicano servizi su argomenti che potrebbero risultare alla fine molto utili: la veste grafica dell’articolo di giornale, il suo uso immediato e a breve scadenza, lo stile rapido e incalzante della prosa sono gli aspetti che colpiscono di più a prima vista.

Allo studente che intende svolgere il tema nella forma dell’articolo di giornale si chiede di dare un titolo al proprio pezzo e di prefigurare il contesto in cui esso verrà pubblicato (giornale di classe, giornalino d’istituto, il sito web della scuola,ecc.). Con lo sviluppo della rete un contesto nuovo che potrebbe essere coinvolto è infatti quello dei blog o di piattaforme dedicate: gli esiti sono quasi gli stessi di un tradizionale giornale cartaceo ma la facilità di pubblicazione e il canale che viene impiegato risultano evidentemente più adatti ad una modalità partecipativa.

Da questo punto di vista una traccia su cui esercitarsi in questa modalità è quella proposta all’esame di stato del 2009 con il titolo di “Social Network, Internet, New Media”: tra i brani selezionati figurava anche l’introduzione ad un libro di Henry Jenkins, uno dei maggiori teorici della dimensione collaborativa dei nuovi media.

L’articolo di giornale presenta però alcune varianti: si va dal pezzo di cronaca, in cui prevalgono l’attualità e uno stile descrittivo, all’articolo di riflessione, che invece è costruito sul modello dell’editoriale con un andamento più argomentativo che in parte si avvicina al saggio breve. Nell’articolo di cronaca si dovrebbe tenere presente lo schema delle cosiddette “cinque W”:

  • who: chi è il soggetto principale dell’articolo?;
  • what: qual è il fatto che costituisce l’argomento di cui si parla?;
  • when: quando è avvenuto il fatto?;
  • where: dove si è verificato?;
  • why: perché è accaduto?

 

Tuttavia la scelta dell’articolo di cronaca non sempre si addice alle tracce ministeriali, che invece insistono su questioni di approfondimento e di analisi, sovrapponendosi dunque al saggio breve. Le caratteristiche che distinguono l’articolo di giornale dal saggio breve sono infatti di ordine strutturale (più libero e accattivante il primo; centrato sull’argomentazione il secondo) e lessicale (più vivace e incisivo l’articolo; con un registro formale più composto e specialistico il saggio breve).

Altre modalità sull’articolo di giornale sono poi la recensione e l’intervista: la prima segnala l’uscita di un libro o l’inaugurazione di una mostra; la seconda è costruita sulle domande-risposte tra il giornalista e il personaggio intervistato. In entrambi i casi la soluzione che lo studente potrebbe adottare è quella della ricostruzione di uno “scenario a distanza”: per esempio immaginando l’uscita di un celebre libro di cui si propone una recensione, oppure facendo una sorta di “intervista immaginaria” (guarda caso anche il titolo di un celebre testo di Montale) con uno scrittore del passato tra quelli presenti nei documenti che corredano la consegna.

Al termine della stesura dell’articolo si tratta di dare un titolo al proprio lavoro. Nell’esempio che abbiamo ripreso da una recensione al libro della medievista Chiara Frugoni si può osservare come in questo caso la scelta ricada prevalentemente su una sintassi di tipo nominale (pochi verbi e molti sostantivi). È una soluzione molto diffusa nella composizione dei titoli di un quotidiano perché evidenzia immediatamente il contenuto dell’articolo, ed è quindi da adottare anche all’esame di stato.

 

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