Esame di Stato

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Il “saggio breve”

16/03/2015
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Per capire come si dovrebbero sviluppare sia il ritmo che la struttura del saggio breve abbiamo fatto due esempi che trattano lo stesso argomento e possono risultare utili per comprendere intanto le differenze tra un’impostazione “saggistica” del tema di maturità e la sua alternativa nella veste dell’articolo di giornale.

È una questione su cui avremo modo di tornare più volte nei prossimi articoli. Ma andiamo con ordine e osserviamo le caratteristiche dei due testi.

 

Saggio Breve
Articolo di giornale
La complessa articolazione dell’esperienza narrativa di Italo Svevo, pseudonimo dello scrittore triestino Ettore Schmitz, trovò una prima sistemazione critica nel panorama letterario italiano in seguito ad una recensione che un allora giovane Eugenio Montale pubblicò sulla rivista “L’Esame” nel dicembre 1925 con il titolo di Omaggio a Italo Svevo. Dopo decenni di insuccessi durante i quali Svevo aveva di fatto rinunciato alla carriera letteraria dedicandosi quasi esclusivamente alla propria attività industriale, la novità rappresentata da La coscienza di Zeno inaugurava in Italia la nascita del romanzo moderno.
Senza nulla togliere ai romanzi di successo di Gabriele D’Annunzio e al rinnovamento prodotto da Pirandello sul versante della tradizione narrativa e teatrale, quello di Svevo apparve come un autentico rovesciamento di prospettiva. Lo sfondo della psicanalisi che attraversa tutta la struttura del racconto e che ne costituisce, per così dire, il presupposto culturale poneva il romanzo di Svevo sulla stessa linea delle esperienze europee di quegli anni, da Kafka a Proust, da Joyce a Thomas Mann.
Chi l’avrebbe mai sospettato? Il padre di Eugenio Montale ebbe rapporti commerciali con la ditta di vernici sottomarine del ricco industriale triestino Ettore Schmitz, meglio noto con lo pseudonimo di Italo Svevo. Proprio così: quando Montale andava alle elementari, suo padre e il futuro autore di uno dei maggiori romanzi del Novecento facevano affari con vernici, diluenti e acquaragia.
La vicenda venne alla luce quando Svevo, che già aveva stampato un paio di romanzi a proprie spese e senza successo, pubblicò La coscienza di Zeno suscitando attorno a sé le attenzioni della critica letteraria. Il fatto si arricchì poi di particolari curiosi e andò avanti nelle molte lettere che il giovane autore di Ossi di seppia e l’anziano romanziere si scambiarono nel corso degli anni e che ora sono state ristampate da una nota casa editrice milanese. Accanto agli aneddoti familiari prendeva corpo un’attenzione letteraria ben più importante. Sulla Coscienza (e non solo) Montale scrisse infatti una celebre recensione: ebbe così inizio il “caso Svevo” che lanciò uno scrittore "dilettante" nel gotha della narrativa europea.

 

Laboratorio

Il saggio breve appartiene alla famiglia dei testi argomentativi, e richiede un taglio tematico e selettivo orientato verso un discorso di tipo settoriale più che generale: dovrebbe quindi affrontare l’argomento individuando una prospettiva ristretta e specifica, attorno ad una serie circostanziata di motivi e nuclei fondanti.
Quando però la traccia ha un’impostazione a soggetto molto breve e stringata, in cui non viene fornita alcuna affermazione da verificare ma al contrario ci viene chiesto di produrla, allora nei brani e nelle letture che sono da supporto all'argomento bisogna cogliere quei nodi problematici attorno ai quali distribuire il lavoro di composizione. La tabella riporta alcuni titoli assegnati in diverse sessioni della maturità e sono un tipico esempio di questa tendenza: da un certo punto di vista essa consente un approccio alla traccia aperto alla discussione perché siamo liberi di muoverci in autonomia costruendo un ragionamento del tutto personale.

 

Traccia Ambito Anno
La riscoperta della necessità di «pensare» Socio-economico 2004
Quale idea di scienza nello sviluppo
tecnologico della società umana
Tecnico-scientifico 2008
Origine e sviluppi della cultura giovanile Storico-politico 2009
Amore, odio, passione Artistico-letterario 2011
Bene individuale e bene comune Storico-politico 2012

 

A questo punto è necessario passare sotto la lente d’ingrandimento i brani che abbiamo davanti e cercare lì dentro le nostre fonti di prova, gli indizi, gli esempi da utilizzare eventualmente come "citazioni", i concetti attorno ai quali far passare il nostro discorso. Questi argomenti variano di solito da tre a sei, perché un numero maggiore ci farebbe correre il rischio di ampliare eccessivamente la struttura del saggio breve e perdere di vista il tema di fondo: ma ovviamente la quantità dei punti che si intende trattare varia a seconda della conoscenza che si possiede sulla materia. Un esempio su come lavorare sulla tipologia del saggio breve si può vedere in questa scheda operativa, oppure si può andare a questo articolo sulla scaletta.

Nel caso del saggio breve bisogna pensare di essere un po’ come gli autori di quei testi critici che si sono letti nell’ultimo anno per approfondire Svevo o Pirandello, o per analizzare le cause della nascita dei regimi totalitari. Gli storici dell’età contemporanea o della letteratura italiana del Novecento tendono ad assumere nei loro scritti un atteggiamento problematico di fronte alle questioni che affrontano: è questa la caratteristica della forma-saggio. Non si cerca di dare risposte assolute e definitive o di discettare in lungo e in largo in modo generale: si dovrebbe semmai porre i problemi secondo una certa angolatura, da un determinato punto di vista, privilegiando più i particolari che le trattazioni universali. Perciò il saggio-breve richiede una struttura espositiva e argomentativa che affronti i vari aspetti dell’argomento in modo critico, aprendosi alla discussione e anche offrendo una propria opinione personale, ovviamente motivata e sottoposta al confronto con i documenti e le fonti che avremo a disposizione.
Districarsi tra una serie di materiali particolarmente consistente come quella che viene distribuita negli ultimi anni è davvero una bella impresa. Bisogna allora armarsi di tecniche e di abilità speciali per snidare dai brani a disposizione quelle parole che hanno la forza di provocare una scintilla, di accendere il motore e avviare i primi passi nel saggio breve. Alla faccia di Montaigne.

Post Scriptum: Michel Eyquem de Montaigne (1533-1592) è quello che ha inventato la forma moderna del saggio.

 

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