Il film del giorno

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11 settembre 2001

11 settembre 2013
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Questa sera, su la effe ore 22:20, il Morandini vi consiglia: 11 settembre 2001


11 settembre 200111′09′′01 - September 11GB-Fr.-Bosn.-Eg.-Isr.-Giap. 2002GENERE: Ep. DURATA: 135′ VISIONE CONSIGLIATA: RAG.CRITICA: 4 PUBBLICO: 3REGIA: Samirah Makhmalbaf, Claude Lelouch, Danis Tanovic, Idrissa Ouedraogo, Alejandro González Iñárritu, Ken Loach, Amos Gitai, Mira Nair, Youssef Chahine, Sean Penn, Shohei ImamuraATTORI: Maryam Karimi, Emmanuelle Laborit, Jérôme Horry, Dzana Pinjo, Aleksandar Seksan, Tatjana Sojic, Vladimir Vega, Keren Mor, Liron Levo, Tomer Russo, Tanvi Azmi, Kapil Bawa, Nour Elsherif, Ahmed Seif Eldine, Ernest Borgnine, Tomorowo Taguchi
Se si toglie la committenza francese e l'identica durata (11′, 9′' e 1 fotogramma), nulla in apparenza lega gli 11 registi di nazionalità, culture, religioni diverse che hanno lavorato in modo autonomo, ignorando che cosa stessero facendo gli altri. Il risultato è quello di 11 sguardi che destrutturano in modi radicalmente diversi l'attacco al World Trade Center, l'evento più documentato della storia mondiale. Soltanto 3 registi ricorrono alle immagini televisive: Lelouch, Penn e la Nair; i primi due mettendole fuori campo, la terza in modo più convenzionale. In 4 episodi (Tanovic, Ouedraogo, Makhmalbaf, Gitai) la notizia arriva per radio. In altri 3 episodi l'attentato è tutto fuori campo, estendendo la riflessione dello spettatore al passato: Loach lo collega all'11-9-1973, al colpo di Stato cileno appoggiato da Washington; Chahine mescola onirismo e melodramma per dar fastidio agli integralisti islamici e a quelli yankee; Imamura, potente entomologo, fa un apologo sgradevole e terribile sulla guerra, rievocando quella dove, alla fine, gli americani furono i carnefici. Il messicano Iñarritu è il solo che – su uno schermo nero, attraversato dai lampi dei corpi che si gettano nel vuoto e dalla colonna sonora – affronta direttamente le Twin Towers. Sarebbe ingiusto liquidare il film come un manifesto ideologico: “La molteplicità di sguardi e, soprattutto, la sua ricchezza di rielaborazioni tematiche e stilistiche appaiono stimolanti di per sé” (M. Marangi). È il caso più unico che raro di film a episodi in cui nessuno è sotto il decoro, e non pochi sono quelli di alto livello espressivo/emotivo. Ciascuno si faccia la propria classifica di gradimento.


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