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Giovanna d’Arco – Parte I: Le battaglie / Giovanna d’Arco – Parte II: Le prigioni

17 gennaio 2014
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Questa sera, su Laeffe ore 21:10, il Morandini vi consiglia: Giovanna d'Arco - Parte I: Le battaglie / Giovanna d'Arco - Parte II: Le prigioni


Giovanna d'Arco - Parte I: Le battaglie / Giovanna d'Arco - Parte II: Le prigioniJeanne la Pucelle. Les batailles / Jeanne la Pucelle. Les prisonsFr. 1994GENERE: Stor. DURATA: 129′ - 127′ VISIONE CONSIGLIATA: TCRITICA: 3,5 PUBBLICO: 2REGIA: Jacques RivetteATTORI: Sandrine Bonnaire, André Marcon, Jean-Louis Richard, Marcel Bozonnet, Patrick Le Mauff, Bernadette Giraud
Scritto da Pascal Bonitzer e Christine Laurent, basato principalmente sui libri di Régine Pernoud e in particolare su Jeanne d'Arc par elle-même et par ses témoins (Seuil). La durata originale di 336 minuti è stata ridotta a 256. 1ª parte: gennaio-maggio 1429. La sedicenne contadina lorenese (1412-31) di Donremy si fa affidare un esercito da Carlo, Delfino di Francia, rimane ferita in battaglia, contribuisce alla riconquista della fortezza delle Tourelles, costringendo gli inglesi a togliere l'assedio a Orleans. 2ª parte: luglio 1429-30 maggio 1431, Giovanna sale sul rogo a Rouen. Il film procede per capitoli brevi, disposti in modo lineare e monodico, a mezza strada tra realismo e stilizzazione. Rarissimi primi piani per la Bonnaire, guidata a una recitazione atonale. La questione delle “voci” è risolta col silenzio: Giovanna che prega. Altrettanto spoglio lo sfondo: poche decine di comparse nelle battaglie casuali e improvvisate. Si parla in un francese ibrido, arcaico e moderno, che la traduzione italiana imita con impaccio. Nessuno aveva mai raccontato al cinema, con scansione cronistica così puntigliosa, la femminilità di Giovanna: le risate, i modi fanciulleschi e, verso la fine, la sua paura, la sua solitudine davanti alla morte. In questa storia affollata di soldati, politici, preti nessuno aveva mai tanto sottolineato la presenza delle donne intorno a lei. Film laico e razionale, così monocorde da sembrare monotono, così lineare nella sua trasparenza rosselliniana, coerente nella sua adesione alla realtà fisica. La Bonnaire non recita: è. Le dà la voce italiana Daniela Caroli.
AUTORE LETTERARIO: Régine Pernoud


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