Il film del giorno

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Monsieur Lazhar / Cena tra amici

22 dicembre 2014
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Questa sera, su Laeffe ore 21:00, il Morandini vi consiglia: Monsieur Lazhar

Monsieur LazharMonsieur LazharCan. 2011GENERE: Dramm. DURATA: 94′CRITICA: 3,5 PUBBLICO: 3REGIA: Philippe FalardeauATTORI: Mohamed Fellag, Sophie Nélisse, Émilien Néron, Danielle Proulx, Brigitte Poupart
In una scuola elementare di Montréal, una delle insegnanti si suicida impiccandosi in classe. Letta la notizia sul giornale, Bachir Lazhar, immigrato algerino 55enne, si offre come supplente. Viene assunto e, in una scuola già in crisi con l'aggravante del tremendo episodio accaduto, deve trovare il modo di aiutare i bambini. Tratto dalla pièce a un personaggio di Evelyne de la Chanelière e sceneggiato, con il supporto dell'autrice, da Falardeau – che si era innamorato della messa in scena –, è un dramma ricco di tematiche e di spunti di riflessione: l'elaborazione del lutto, la solitudine, il senso di colpa, la crisi della scuola e dei metodi educativi, l'immigrazione, l'importanza dell'insegnante nella vita dei bambini e l'importanza dei bambini nella vita degli adulti. Sostanziale l'apporto di Fellag, grande attore algerino di teatro, costretto a lasciare il suo paese: il suo monsieur Lazhar, portatore di un celato dolore immenso e insanabile, gestore di ristorante che si inventa insegnante imparando dai bambini, guardandoli, ascoltandoli, amandoli, è un personaggio di grande spessore umano, con una vena di ironia e un velo di leggerezza, una dignità e un sommesso carisma che lo rendono indimenticabile. Distribuito da Officine Ubu.


Questa sera, su Rai3 ore 21:05, il Morandini vi consiglia: Cena tra amici

Cena tra amiciLe PrénomFr. 2012GENERE: Comm. DURATA: 109′ VISIONE CONSIGLIATA: TCRITICA: 3,5 PUBBLICO: 3REGIA: Matthieu Delaporte, Alexandre de La PatellièreATTORI: Patrick Bruel, Valérie Benguigui, Charles Berling, Judith El Zein, Guillaume De Tonquédec, Françoise Fabian
Il 40enne Vincent, agente immobiliare benestante, sta per diventare padre. Viene invitato a cena dalla sorella Elisabeth e da suo marito Pierre, suo migliore amico, entrambi insegnanti, per festeggiare l'evento anche con Claude, amico d'infanzia di tutti. Mentre aspettano l'arrivo di Anna, moglie di Vincent, come sempre in ritardo, la rivelazione che la coppia ha deciso di chiamare il nascituro Adolf dà il via a accuse e rivelazioni che coinvolgono e travolgono tutti i presenti. All'origine di questo intelligente, irresistibile, originale piccolo film, c'è un grande successo teatrale, Le prénom, diretto da Bernard Murat, sceneggiato e diretto a 4 mani, con gli stessi interpreti della messa in scena, tranne uno (Berling che sostituisce Jean Michel Dupuis), tutti ammirevoli. Come lo è l'ambientazione, l'interno di un appartamento (creato in studio da Marie Cheminal), perfetto e mai claustrofobico, come lo sono i dialoghi taglienti che sottolineano l'acuta osservazione psicologica e comportamentale delle persone e che suscitano più di una volta irrefrenabili risate. Una rarità. Imperdibile.


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