La parola al traduttore

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Foto Francesca Parenti.klein

Il mondo dietro alle parole

In rete si sta diffondendo la moda di andare a scovare parole “intraducibili” e rappresentarle graficamente con un processo di traduzione intersemiotica. Effettivamente a volte una semplice immagine è più esplicativa di tante parole, però l’idea di trovare piccole immagini fra le righe di un romanzo come traduzione di parole “intraducibili” fa sorridere.   Ma

Francesca Parenti 18 settembre 2014
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Plattenbau, o il socialismo prefabbricato

“Quando Claire Lenkova parla dei prefabbricati, non ha in testa un prefabbricato qualunque, sovrapponibile all’immagine di una periferia romana o di una banlieue parigina. Ha in testa i prefabbricati dello Stato in cui è nata, la DDR, idealtipi abitativi della via tedesca al socialismo…”

Simone Buttazzi 3 settembre 2013
Franco Nasi

11+2=12+1

Diamo la Parola al traduttore Franco Nasi, che racconta un’esperienza davvero… “amazing”, così come “amazing” è stato l’aiuto prezioso di un certo… Stefano Bartezzaghi.

Franco Nasi 16 luglio 2013
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Tradurre l'oralità

Di problemi ne ho incontrati parecchi durante i miei lavori di traduzione, ma credo che in generale siano gli stessi che prima o poi tutti i traduttori si trovano a dover risolvere. Giochi di parole, espressioni gergali, trasposizione di modi di dire…

Daniele Benati 12 giugno 2013
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All'anima della mafia!

È notte, e siamo nel 1918, a Parigi. È notte, la Grande guerra, la Der des Ders è appena finita, e le anime di milioni di morti stanno tentando di salire in cielo. Due gendarmi in servizio di ronda vanno verso il Canal Saint-Martin, spingendo a mano le biciclette…

Giovanni Zucca 20 maggio 2013
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Homeless e punk à la française

Traducendo la storia semi-autobiografica di una homeless che vive per le strade di una grande città francese e diventa via via una scrittrice, mi sono ritrovata una volta ancora a immergermi nel pescosissimo mare del linguaggio argotico-popolare francese.

Luciana Cisbani 19 febbraio 2013
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Very fair children: la banalità delle parole del bene. Un...

Come sa bene ogni traduttore, è molto raro il caso che una parola dell’originale possa avere una e una sola traduzione “esatta”. Per lo più, le parole riverberano significati possibili e compatibili, come le onde sonore prodotte da un gong.

Susanna Basso 28 gennaio 2013
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Vivere una vita non è attraversare un campo

Io sono un po’ affezionato a questo verso perché quando mi è successo, tempo fa, di fare un incidente grave e di trovarmi in ospedale in prognosi riservata con delle ustioni abbastanza dolorose, mi veniva in mente continuamente questo verso, «Vivere una vita non è attraversare un campo»

Paolo Nori 7 gennaio 2013
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Arpe, rape e poesia

I problemi da affrontare quanto si traduce la poesia ebraica sono molti e di varia natura. Una di queste difficoltà è rappresentata indubbiamente dal gioco di parole.

Sara Ferrari 28 novembre 2012
davide_sapienza

Preparare un fuoco non è come accendere una sigaretta...

Me ne accorsi molti anni fa nel wild. Non immaginavo neppure che un giorno avrei tradotto Jack London ma ci volle poco per capire che in certi casi la frase “accendere un fuoco”, oppure “farsi un fuoco” non descrive adeguatamente quello che si deve fare nella wilderness. E io ero in piena estate nel nord

Davide Sapienza 17 ottobre 2012
SERRAI

C’è da cambiare la bandinella!

Recuperare bandinella significa anche mettersi in condizione di rispondere alla domanda di un ipotetico bambino: “Come si chiama, questo?” e, nel rispondere come si deve, dare al bambino un altro piccolo tassello per conoscere il mondo. Nominare le cose del mondo per avere, di questo, meno paura.

Roberto Serrai 3 ottobre 2012
levi

Yiddish in salsa italiana

“Eppure eravamo proprio ebrei, spiegai. Ebrei italiani: gli ebrei, in Italia e in tutta l’Europa occidentale, non parlano yiddish.
Questa, per loro, era una grande novità, una curiosità comica, come se qualcuno affermasse che esistono francesi che non parlano francese…”

Isabella Zani 19 settembre 2012