La parola al traduttore

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Riflessi: incontri ad arte tra Oriente e Occidente

15 febbraio 2011
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Riflessi: incontri ad arte tra Oriente e Occidente (catalogo della mostra tenutasi presso il PIME di Milano dal 14 marzo al 14 giugno 2009), testi di Maria Angelillo, Elettra Casarin, Laura Dimitrio, Isabella Doniselli Eramo, Laura Giuliano, Susanna Marino, Vanna Scolari Ghiringhelli, Pimedit, Milano, 2009.

La mostra e il relativo catalogo nascono da un progetto a lungo meditato e desiderato, che mira a sottolineare come alcuni elementi, ormai inglobati nella nostra identità culturale e lessicale, siano in realtà un riflesso di contaminazioni – manifeste o celate – avvenute nel corso dei secoli tra due mondi distanti tra loro non solo in termini geografici. Quattro le sezioni in cui si articola l’analisi di questo itinerario tra civiltà: una sull’arte del Gandhara (fusione di elementi di arte indiana, ellenica ed iranica, sulla statuaria buddista dei primi secoli dell’era cristiana, negli attuali territori tra Pakistan e Afghanistan), una sul gioco degli scacchi (dalla loro nascita in India, fino alla diffusione in tutti i continenti), una sulla Cinamania (una lunga storia di incontri – diretti e indiretti – tra Cina ed Europa, raccontata attraverso porcellane e tessuti) e, infine, una sullo Japonisme. Nella sezione dedicata al Giappone, si è preso in esame il tema legato al fenomeno artistico-culturale che prende, appunto, il nome di Japonisme: un processo di scoperta e successiva assimilazione della cultura nipponica, da parte di alcuni artisti dell’Europa occidentale di fine XIX secolo. L’attenzione è stata rivolta, principalmente, al cosiddetto “giapponismo italiano”, non molto conosciuto e studiato, perché spesso e volentieri offuscato dagli studi sullo Japonisme francese prima e inglese in seguito. Nel catalogo in questione, è offerto uno stimolante confronto tra manufatti giapponesi e italiani, per meglio evidenziare l’influenza estetica nipponica in diversi ambiti culturali e sociali, quali la pittura, la moda, il teatro e persino la floricoltura.
(fine I parte)

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