La parola al traduttore

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Riflessione su alcuni termini nipponici

6 marzo 2011
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mikadoLa lista di parole di origine giapponese presenti nelle lingue occidentali è piuttosto corposa, e lo stesso si può dire, nel verso contrario, per tutti quei vocaboli di origine straniera che arricchiscono non di poco il lemmario nipponico. Per quanto riguarda la lingua italiana, tra i lemmi più antichi di origine nipponica presenti nello Zingarelli 2011, troviamo:

mikàdo / miˈkado, giapp.  mi.ka.dɔ/
[vc. giapp. di etim. incerta, che in origine designava il palazzo imperiale ☼ 1834]
s. m. inv.
1 Appellativo dell’imperatore del Giappone.
2 Altro nome dello sciangai.
3 Tessuto di seta originario del Giappone, di consistenza piuttosto rigida.

Il termine indigeno ricopre, in realtà, solo due delle accezioni sopraccitate, ma a seconda dei singoli significati, sarebbe scritto con grafia diversa: 御門 mikado inteso come residenza imperiale o portone di accesso alla residenza imperiale, dove 御 ha valore di prefisso onorifico, mentre 門 significa portone, cancello. Per estensione, appellativo dell’imperatore del Giappone, che si può anche trovare scritto 帝 indicando unicamente l’imperatore del Sol Levante. Per quanto riguarda le accezioni 2 e 3, si tratta, probabilmente, di estensioni del termine originatesi in Occidente. Il numero 2, infatti, risulta essere l’altro nome del gioco cinese shangai – dal nome della città – chiamato altresì mikado. Ritengo piuttosto evidente la sovrapposizione di elementi che ha spesso caratterizzato il nostro immaginario orientale, mescolando in un unico calderone, elementi cinesi e giapponesi. Il numero 3, invece, indica un raso di seta pesante a rilievi diagonali, con un lato più lucido dell’altro. E’ un tessuto di origine nipponica e mi pare quindi piuttosto facile comprendere il ragionamento alla base di questo ulteriore passaggio semantico.

Partendo da un secondo esempio, analizziamo il termine

harakiri /ha.ɾa.ki.ɾi/ o, meno corretto, karakiri

[vc. giapp., propr. ‘tagliare (kiri) il ventre (hara)’ ☼ 1889]

s. m. inv.

● Suicidio compiuto squarciandosi il ventre con una spada, tipico dei samurai giapponesi | (fig.) Azione che arreca grave danno a chi la compie. CFR. Carachiri.

Una precisazione relativa, innanzitutto, alla forma meno corretta karakiri, derivante unicamente da un tentativo di avvicinarsi il più possibile alla pronuncia originale, che richiede l’aspirazione della lettera /h/ iniziale. Una puntualizzazione più complessa nasce, invece, dall’analisi della grafia del termine in questione. Harakiri è scritto 腹切, dove hara 腹 indica il ventre e kiri 切 l’azione del tagliare, da cui “taglio del ventre”. Tuttavia questo vocabolo, pare essere la versione volgare di un termine maggiormente utilizzato che, in giapponese risulta scritto con i medesimi ideogrammi – seppur invertiti – la cui pronuncia è però seppuku 切腹. Spesso indicati come sinonimi, presentano uno – harakiri – una pronuncia di origine giapponese e l’altro – seppuku – una pronuncia di origine cinese.

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