La posta del professore

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Il peso delle parole

13/12/2011
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Caro Zingarelli, io ho letto uno dei vostri vocabolari, ci sono dentro una cosa tipo 134000 parole, di cui 133000 completamente e assolutamente inutili.
NON e’ possibile mettere sullo stesso piano il verbo “essere” e “epitropo”, non esiste, no way.

Un’opera degna di questo nome dovrebbe evidenziare i vocaboli piu’ usati e relegare in seconda battuta, o appendice che dir si voglia tutto il resto!

Grazie per l’attenzione e cordiali saluti
Giancarlo saba

Gentile signor Saba,
lei ha ragione: non tutte le parole hanno la stessa frequenza né la stessa importanza.
Normalmente però i lettori del vocabolario cercano le parole che non conoscono, non quelle che già conoscono: un buon vocabolario deve contenere le parole importanti, ma anche quelle rare o arcaiche.
Come distinguere le une dalle altre? Lo Zingarelli ha adottato tre simboli che connotano diverse categorie di parole:
connota le circa 5500 parole fondamentali (come essere, avere, notte, giorno etc.);
connota le circa 3000 ‘parole da salvare’: quelle parole di uso meno frequente che tuttavia riteniamo che
una persona colta debba conoscere: per esempio acrimonia, esiguo, prassi;
connota i lemmi arcaici: cioè le parole che erano in uso prima del 1840 circa (data della pubblicazione
della seconda stesura dei Promessi sposi) e che oggi non si usano più: per esempio eziandio, nosco,
pandere.
Le parole che non appartengono a nessuna di queste categorie non sono precedute da alcun simbolo.
Le consiglio di provare a cercare le parole che le ho citato e di incominciare a usare questi simboli: mi sappia dire se ci si trova.
Con i miei migliori saluti
Lorenzo Enriques

Commenti | Una risposta

  1. “134000 parole di cui 133000 completamente e assolutamente inutili”

    - per un attimo, resto senza parole – forse è quello che vorrebbe l’estensore del messaggio (si può dire ‘estensore’?) che magari aspira a una comunicazione stringata a metà tra tv e SMS, e il resto chi se ne frega, in cantina anzi in discarica…

    Non so, magari c’è una sottile sfumatura ironica che sfugge alla mia mente oppressa da troppe parole, ma mi sembra una delle cose più cattive, stupide e pericolose che mi sia capitato di sentire di recente.

    Grazie per l’attenzione e cordiali saluti

    Giovanni Zucca