La posta del professore

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Si può dire ‘più fantastico’ o ‘più totale’?

11/12/2012
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Buongiorno Professore,
ho letto in diversi comunicati stampa le espressioni ‘più fantastico’ e ‘più totale’.
Cito due esempi:
- “dato che la vita stessa è ancor più meravigliosa se vissuta come un viaggio;”
- “condividiamo tutto  nella maniera più totale;”

 

A me suona male, ma vorrei sapere se è corretto o meno.
La ringrazio in anticipo per l’attenzione.
Matteo

 

Gentile Matteo, perché no? Spesso si asserisce che l’avverbio ‘più’ non possa precedere aggettivi come ‘assoluto’, ‘eccezionale’, straordinario’, ‘diritto’, ‘piatto’, ‘quadrato’, ‘nullo’, e appunto ‘fantastico’ e ‘totale’. Ma anche in letteratura si trovano molti esempi che contraddicono questa supposta regola. Ad esempio:

 

Mai udisti la più fantastica cosa!

( Novella del Grasso legnaiuolo, sec. XV)

… ne cavava le battaglie de’ cavagli e le più fantastiche città e più gran paesi che si vedesse mai

(Vasari, Le vite, sec XVI)

…  il più fastidioso e ‘l più fantastico uomo del mondo

(Grazzini, Le cene, sec. XVI)

Anche i suoi poemi di questo genere, i più fantastici nel disegno, e tediosi nell’esecuzione, …

(Il Conciliatore, sec. XIX)

…s’abbandonò apposta ai più fantastici voli, alle più ardite supposizioni, …

(Pirandello, sec.. XX)

… l’amore platonico inteso come una delle più fantastiche perversioni sessuali.

(Gianna Schelotto, sec. XX)

Ogni lingua perfetta è la più viva, la più fedele, la più totale imagine e storia del carattere della nazione che la parla, …

(Leopardi, Zibaldone, sec. XIX)

Sono molti gli esempi antichi che mostrano quanto sia facile passare dalla passione per le belle immagini alla follia più totale

(Tabucchi, sec. XX)

E trovo sinceramente incredibile che una associazione come l’Ance, i costruttori italiani, dimostri il più totale disinteresse per questo tipo di strumenti

(De Bortoli, sec. XX)

[Casablanca] .. un film che si vuole nato per caso, sbocciato come un fiore dell’arte popolare sul terreno devastato dalla più totale confusione produttiva

(Kezich, sec. XX)

Invece è vero che ‘più’ non può precedere aggettivi che sono essi stessi comparativi o superlativi, quali ‘maggiore’, ‘massimo’, ‘minore’, ‘migliore’, ‘ottimo’, ‘peggiore’, ‘pessimo’: non si può dire ‘più maggiore’  perché sarebbe come dire ‘più più grande’.

Questa regola è in realtà relativamente recente: ancora nel sec. XVI Matteo Bandello scriveva

Veramente le sue forze sono assai più maggiori di quello che noi possiamo imaginarci.

 

Inoltre la stessa regola non si applica ad aggettivi la cui origine come superlativi tende ad essere dimenticata: ‘infimo’ dal punto di vista etimologico significa ‘il più basso’. Eppure uno scrittore attento come Enzo Bettiza ha scritto:

Perfino nella Polonia neppure satellizzata dai nazisti, neppure dotata di un governo fantoccio, direttamente vessata da Berlino, trattata alla stessa stregua dei suoi tre milioni di ebrei come la più infima delle comunità’ nazionali europee, l’ancestrale antisemitismo popolare continua a persistere in totale e sadica indifferenza per la lenta necrosi degli uomini, delle donne e dei bambini rinchiusi nel ghetto di Varsavia.

 

Le riporto a questo proposito la nota dello Zingarelli in riferimento a ‘infimo’:

 

ìnfimo / ˈinfimo/
[vc. dotta, lat. īnfimu(m), superl. di īnferus ‘infero’  av. 1306]
agg. 
Nota Bene  L’aggettivo ‘infimo’ deriva da un superlativo latino, ma nella lingua italiana è talora percepito come aggettivo di grado positivo; perciò la forma ‘più infimo’ è spesso usata: il gradino più infimo della scala sociale; nel più infimo cittadino di Roma (V. Alfieri)

 

Così anche per ‘minimo’:

 

minimo /ˈminimo/
[vc. dotta, lat. mĭnimu(m), dalla stessa radice di mĭnus ‘meno’ superl. di mĭnor ‘minore’ ☼ av. 1292]
A agg.
Nota Bene  L’aggettivo ‘minimo’ è un superlativo che deriva da un superlativo latino. Non prevede perciò né comparativo né superlativo. Tuttavia, spec. nell’accezione di ‘trascurabile, insignificante’, è talora percepito come aggettivo di grado positivo e sono usate le forme ‘più minimo’ e ‘minimissimo’: fin nei più minimi particolarivorrà… frammettersi nei più minimi pettegolezzi (V. ALFIERI); una minimissima particella dell’emisferio terrestre (G. GALILEI)

Un’analoga nota è presente nei lemmi: ‘eccelso’, ‘estremo’, ‘intimo’, ‘perfetto’, ‘prossimo’, ‘sublime’.

 

 

Con i miei più cordiali saluti,

 

Il Professore.