La posta del professore

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Come pronunciare i nomi stranieri?

15/12/2014
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Egregio e caro Professore,

Quando un paio di mesi fa i media hanno informato dell’incidente in Formula 1 del pilota francese Bianchi io, francamente, ho provato fastidio nel sentirlo sempre chiamare Bianchì (con l’accento acuto sulla i finale).

Mi ha dato fastidio per tre motivi:
 - perché il pilota è di origine italiana, quindi andrebbe chiamato Bianchi;
 - perché, se proprio si vuole chiamarlo alla francese, si dovrebbe dire Bianscì;
 - infine perché c’è questa specie di “servilismo lessicale” verso il francese (noi diciamo De Gol, non De Gaulle), e così via, per tutti i nomi…

La ringrazio in anticipo per quanto mi potrà rispondere e saluto cordialmente.

Cesare

 

Gentile Signor Cesare, 

sì, è giusto ciò che lei scrive: i nomi di persona e i nomi geografici dovrebbero essere pronunciati come nella lingua d’origine. 

Naturalmente ciò comporta che spesso ci si muova in un terreno minato: scherzando, un mio caro cugino diceva: “Ora vi spiego: Si scrive ‘Sha (con l’acca) + ke (con la kappa) + speàre’ e si legge ‘sciopenàuer’”. 

Inoltre – come sempre nei problemi di lingua – ci sono eccezioni e ci sono mutamenti. 

Intanto, più in italiano che in altre lingue, c’è il fenomeno dell’adattamento: beef steak > bisteccabrochure > brossuravermouth > vèrmut o (raro) vermùt, vermùtte, fino a Descartes > Cartesio 

Molto spesso l’italiano conserva nell’uso la grafia originaria e adotta una pronuncia italianizzata: per esempio laser in inglese si legge lèsar mentre l’italiano lo italianizza in làser; idem per Cognac, che i francesi pronunciano con l’accento su ‘-ac’ e invece in italiano spesso ha pronuncia piana (Cògnac). Il francese gilet già nel ’700 è stato italianizzato nella grafia gilè; ma oggi la grafia prevalente è l’originaria francese gilet, mente la pronuncia tende a essere l’italiana dʒiˈlɛ e non la francese ʒiˈlɛ 

Poi ci sono le modifiche date dall’acculturamento: l’unità di misura dell’energia si chiama Joule dal nome del fisico britannico J. P. Joule che era pronunciato all’inglese dʒaul. La sua famiglia però era di origine francese e gli inglesi colti hanno gradualmente incominciato a pronunciarlo ʒyl  (come Jules): ora anche i fisici italiani tendono ad adottare la pronuncia ʒyl 

A un analogo slittamento si assiste per la pronuncia di stage (=tirocinio): molti pensando che la parola sia inglese la pronunciano steidʒ. Ma, in questo significato la parola è francese, ed è senz’altro raccomandabile pronunciarla staʒ 

Spero di non averla eccessivamente tediata e le invio i miei migliori saluti.

Il Professore