La posta del professore

Facebook Twitter Google+ Feed RSS

Congiuntivo e forme ambigue dei verbi in -iare

18/01/2017
Facebook Twitter Google+ Invia per e-mail

Buongiorno,
ho un dubbio sul congiuntivo presente del verbo alleviare. In metà dei vocabolari alla terza persona plurale compare 'allevino'. In un'altra metà invece 'alleviino' per distinguerlo dal congiuntivo del verbo allevare.
Vorrei sapere se solo una delle due forme è corretta, se la scelta tra l'una e l'altra possibilità è libera, oppure se la scelta di 'alleviino' sia consigliata, ma non obbligatoria, quando dalla frase potrebbe sorgere un dubbio se si tratta del verbo alleviare o allevare.
Grazie,
Paolo

 

Gentile Paolo, 

ha ragione. Molte coppie di verbi in -iare hanno alcune forme coniugate comuni fra loro. Per esempio, in: 

   accoppiare / accoppare 

   ammaliare / ammalare 

   celiare / celare 

   miniare / minare 

   variare / varare 

e in altri verbi, sono identiche alcune forme dell'indicativo presente e del congiuntivo presente: tu accoppi, che io/tu/egli accoppi, che essi accoppino. 

 

In genere il contesto consente di risalire al verbo da cui la forma ambigua deriva. Ma è uso ammissibile e abbastanza comune raddoppiare la 'i' in tu accoppii, che io/tu/egli accoppii, che essi accoppiino quando si vuole sottolineare la derivazione da accoppiare. 

 

La modifica è in agenda per lo Zingarelli 2018 la cui uscita è prevista per il prossimo giugno. Per esempio così sarà il verbo alleviare

alleviare /alle'vjare/ 

[vc. dotta, lat. tardo alleviāre, comp. di ăd e lĕvis ‘leggero’ ☼ av. 1294] 

A v. tr. (pres. io allèviotu allèvi allèvii) 

 

Del resto analogo sdoppiamento è già previsto nello Zingarelli 2017 nel caso di sostantivi in -io che possono essere ambigui:  

presidio /pre'sidjo/ 

[vc. dotta, lat. praesĭdiu(m), da praesidēre (V. presidente e presiedere) ☼ sec. XIV] 

s. m. (pl. -i -ii) 

1 complesso di truppe poste a guardia o a difesa di una località, di un'opera

 

Con i migliori saluti dal 

Professore