La parola del giorno

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rimorso / rimordere

27 aprile 2016
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La parola di oggi è: rimorso / rimordere

SILLABAZIONE: ri–mòr–so
rimòrso / riˈmɔrso/
A part. pass. di rimordere, anche agg.
nei sign. del v. | (fig., lett.) tormentato: El mi parea da sé stesso rimorso (Dante Purg. III, 7)
B s. m.
tormento, cruccio, procurato dalla coscienza di aver fatto del male: essere preso, perseguitato, straziato dal rimorso
 SFUMATURE
rimorso - pentimento - rimpianto - rammarico
Rimorso è il cruccio, il tormento provocati dalla consapevolezza di aver fatto il male. Anche pentimento esprime il dolore per un'azione che si vorrebbe non aver compiuto, ma – rispetto a rimorso – fa riferimento a un sistema di regole morali e religiose. Nel rimpianto il dolore non è provocato da un'azione compiuta, ma da ciò che non si è fatto, che si è omesso, trascurato o perduto. Rammarico, infine, ha significato affine a rimpianto, ma esprime non tanto un dolore quanto un'amarezza per ciò che avrebbe potuto essere e non è stato.


SILLABAZIONE: ri–mòr–de–re
rimòrdere / riˈmɔrdere/
[vc. dotta, lat. remordēre, comp. di re- e mordēre ‘mordere’ 1268]
A v. tr. (coniug. come mordere)
1 mordere di nuovo: mordeva e rimordeva la pipa
2 (fig.) tormentare, dare rimorso: è un pensiero che rimorde la coscienza | anche impers.: Mi rimordeva di averlo dimenticato (I. Nievo)
3 rimproverare: in cotal guisa rimordea sovente / l'altero giovinetto (A. Poliziano)
B rimòrdersi v. intr. pron.
(lett.) provare rimorso

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