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Words of the Year

29/12/2014
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Ogni anno in questo periodo i dizionari più autorevoli, alcuni istituti di lingua e cultura e altre organizzazioni annunciano le rispettive ‘parole dell’anno’. L’evento, che regolarmente ottiene grande risalto mediatico, spesso dà origine a sondaggi e polemiche sul declino della lingua o sull’opportunità di ‘vietare’ certe parole.

 

Il primo di tali annunci fu ad opera dell’American Dialect Society (prassi in uso sin dal 1991), che pare avere una discreta lungimiranza nello scegliere parole destinate a lunga vita: tra gli esempi più recenti ci sono bailout, tweet, app e hashtag. L’ADS non sempre sceglie neologismi: l’anno scorso, per esempio, il titolo venne assegnato al ‘prepositional because’, un uso nuovo e interessante di una parola grammaticale molto comune (esempi: It's all going to be fine because science; I’m going to bed now because tired). Un po’ come accade agli Oscar, anche l’ADS incorona vincitrici parole in diverse categorie: ‘parola più utile’, ‘parole meno necessaria’, ‘parola più eufemistica’ ecc. Purtroppo non posso ancora dirvi quali sono le reginette del 2014 perché l’annuncio ufficiale avverrà l’anno prossimo.

 

Nel mondo anglofono, i verdetti più attesi sono quelli dell’Oxford University Press per il Regno Unito e del Merriam Webster per gli Stati Uniti. Il criterio seguito da Merriam Webster è di nominare la parola più cliccata sulla versione online del dizionario, per cui a volte la parola prescelta non è nuova ma è quella che maggiormente ha interessato il grande pubblico. Quest’anno la prescelta è culture.

 

Nella rosa delle finaliste dell’OUP ci sono contactless, bae, normcore e slacktivism; ma la vincitrice, a buon merito è vape. Per l’OUP, i criteri guida sono la ricorrenza e la frequenza d’uso:

 

La frequenza con cui compare la parola vape è trenta volte superiore rispetto a due anni fa, e l’uso è più che raddoppiato nel corso dell’anno.

 

La parola dell’anno per il Collins English Dictionary è photobomb, altra parola in circolazione da qualche anno ma che durante il 2014 è assurta agli onori della cronaca quando eminenti personaggi hanno photobombed manifestazioni di richiamo quali gli Oscar e i Commonwealth Games di Glasgow. Tra le finaliste, l’app di incontri online Tinder e il programma televisivo di successo bakeoff. Un altro prestigioso dizionario, lo scozzese Chambers, ha scelto overshare.

 

Ad alcune di queste parole dedicherò dei post nel 2015; nel frattempo Merry Christmas and Happy New Year a tutti.

 

Traduzione di Loredana Riu

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