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mansplain; mansplaining; mansplainer

27/04/2015
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And having one of the male character mansplain rape to one of the women? Oh dear.

I’ve had it with being mansplained to by the men here.

Mansplaining is a silencing tactic, designed to keep women’s voices out of conversations – even feminists who, as we know, never shut up.

You might be a mansplainer if you begin a sentence addressed to a woman whom you know holds a degree in neuroscience with “there are molecules in the brain called neurotransmitters”.

 

Quando, a febbraio scorso, il prestigioso Macquarie Dictionary australiano ha annunciato la sua ‘parola dell’anno 2014’ le donne di tutto il mondo si sono scambiate un sorriso amaro, dato che la parola in questione è to mansplain, verbo che si coniuga… tutto al maschile. Infatti, se un uomo mansplains qualcosa, significa che la spiega o ne parla con aria di sufficienza, perché presume che l’interlocutore ne sappia meno di lui (anche quando è vero il contrario!). E se pure è possibile, tecnicamente, che il malcapitato interlocutore sia di sesso maschile, l’uomo in vena di mansplaining di solito regala la sua scienza infusa a una donna, la cui ignoranza dell’argomento (di qualunque cosa si tratti) dà per scontata.

 

Origini del termine

 

Mansplain è una fusione di man e explain. Il termine è stato reso popolare dalla scrittrice Rebecca Solnit nel 2008 in seguito a un’esperienza personale di estremo mansplaining: un tizio le stava spiegando perché considerava importantissimo un libro che aveva letto di recente sul pioniere della fotografia Eadweard Muybridge; peccato che fosse così preso da sé stesso da non realizzare che proprio la Solnit era l’autrice del libro in questione…

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