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gig economy

05/01/2018
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gig economy – sostantivo invariabile

 

When it comes to working in the gig economy, [it] is clear young people aren't usually in it by choice.

A blind spot in the pensions system needs to be tackled to help gig economy workers boost their retirement savings.

 

Con gig economy si intende un modello economico in cui certe categorie di lavoratori svolgono attività autonoma, da freelance o con contratti temporanei, invece che su base continuativa e a tempo indeterminato. Non ci sono dati precisi sul numero di lavoratori coinvolti nella gig economy, ma sappiamo che il modello sta prendendo sempre più piede nel mondo, spinto vuoi dal declino del ‘posto fisso’, vuoi dall’avvento di una cultura in cui tutto è a portata di app. Chiaramente non c’è niente di nuovo in un’economia basata sul lavoro occasionale: è proprio l’uso delle piattaforme digitali a renderlo un fenomeno dei nostri tempi.

Le aziende della gig economy affermano che si tratta di un modello vincente perché il lavoro on demand funziona per chi non vuole o non può impiegarsi a tempo pieno. I lavoratori dal canto loro lamentano di essere considerati ‘imprenditori’ ma di essere a tutti gli effetti dei dipendenti, con zero costi per le aziende e ovviamente zero tutela. Siamo ancora in una zona grigia, messa in evidenza da una serie di scandali e proteste che stanno portando alla luce la totale mancanza di regolamentazione del settore a cui bisognerà porre rimedio presto.

 

Origini del termine

 

La parola gig nasce nel mondo della musica jazz degli anni 1920 col significato di ‘serata, esibizione, ingaggio’; da lì ha assunto il significato generico di ‘lavoretto’ e si è unita al termine economy intorno al 2009, durante la più recente crisi finanziaria globale che ha visto la nascita del fenomeno.

 

Traduzione di Loredana Riu

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