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Parole dell’anno 2017 (Prima parte)

17/01/2018
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fake news – sostantivo (American Dialect Society, Collins Dictionary)

youthquake – sostantivo (Oxford University Press)

Fake news is nothing new. But bogus stories can reach more people more quickly via social media than what good old-fashioned viral emails could accomplish in years past.

Trump has long sought to use the media as his foil and has bestowed the "fake news" term liberally on unflattering stories throughout his time in office.

The epicenter of the youthquake was London, home to Carnaby Street, James Bond's gadgets and the Beatles' Abbey Road studio.

Ogni anno in questo periodo i dizionari più autorevoli, alcuni istituti di lingua e cultura e altre organizzazioni annunciano le rispettive ‘parole dell’anno’, quelle che riassumono l’anno appena finito.

L’ultima istituzione a pronunciarsi è, come sempre, l’American Dialect Society, la cui metodologia conferisce alla scelta una validità che talvolta manca ad altri organismi (l’ADS invita i propri membri a votare per una parola o frase in diverse categorie, per esempio ‘parola più utile’ o ‘parola più eufemistica’ ecc.). Per il 2017 l’ADS ha incoronato vincitrice fake news, il termine sulla bocca di tutti sin dall’entrata in carica di Trump alla presidenza degli Stati Uniti, e che rappresenta anche la scelta del Collins English Dictionary. Noi ne abbiamo parlato in un post dell’anno scorso, così come un’altra espressione segnalata dall’ADS, take a knee.

Nel Regno Unito l’Oxford University Press ha invece nominato, non senza polemiche, youthquake, fusione di youth ed earthquake, che risale agli anni '60, quando fu coniata per descrivere i grandi cambiamenti sociali dell’epoca.

Nel prossimo post prenderemo in esame altre parole dell’anno 2017.

Traduzione di Loredana Riu

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