Il film di oggi è: Everest

Questa sera, su Iris ore 21:00Il Morandini consiglia:
 
EverestEverestUSAGBIsl. 2015GENERE: Avv. DURATA: 121′ FOTOGRAFIA: 3D VISIONE CONSIGLIATA: TCRITICA: 3,5 PUBBLICO: 3REGIA: Baltasar KormákurATTORI: Jason Clarke, Jake Gyllenhaal, Sam Worthington, Martin Henderson, Emily Watson, Thomas M. Wright, Ingvar Eggert Sigurðsson, Josh Brolin, Robin Wright (Robin Wright Penn), Keira Knightley, John Hawkes
65 milioni di budget, riprese tra Nepal, Sud Tirolo e il ghiacciaio della Val Senales in Alto Adige, un ottimo cast di nomi noti, per raccontare una storia vera: quella della scalata dell’Everest (la montagna più alta del mondo, 8848 m), nel maggio 1996. Alla scalata parteciparono 2 spedizioni “principali”: quella guidata da Rob Hall, alpinista neozelandese, con la sua Adventure Consultants, e quella di Scott Fischer, eccentrico personaggio del Michigan, con la Mountain Madness. Oltre a loro, il 10 maggio salirono sulla “Dea del cielo” (come è chiamata la cima nella lingua tibetana) altre spedizioni: una sudafricana guidata da Ian Woodall, un’altra con Ed Viesturs e David Breashears, per fare riprese IMAX, una composta da alpinisti indiani che però salirono dal versante tibetano della montagna e infine l’ultima, interamente taiwanese, guidata da “Makalu” Gau Ming-Ho. Diversi i morti. L’islandese Kormákur e gli sceneggiatori William Nicholson e Simon Beaufoy hanno combinato varie fonti dichiarando di non aver utilizzato il libro, circondato da polemiche varie, di Jon Krakauer, che pure era uno degli alpinisti della spedizione (e ha vivacemente contestato il film). Tra paesaggi di una bellezza davvero mozzafiato, fotografati benissimo in 3D da Salvatore Totino con un esercito di assistenti, racconta un’impresa di “umana follia” non solo in modo avventuroso, ma soprattutto per indagare i retroscena psicologici che spingono un individuo a cimentarsi in una sfida di questo tipo. Accusato di aver fatto un film prevedibile (ma la storia la conoscono tutti, finale compreso), in realtà Kormákur è riuscito nel suo duplice intento. Il 3D era superfluo.