arrecare (o recare) danno.

 

LO SVOLGIMENTO, DA PARTE DI UN IMPIEGATO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, DELLE MANSIONI DI DIRIGENTE DI SEGRETERIA, DA’ DIRITTO ALLE DIFFERENZE DI RETRIBUZIONE – In base all’art. 36 Cost. (Cassazione Sezione Lavoro n. 20976 del 12 ottobre 2011, Pres. Foglia, Rel. Berrino).

[…]

La Suprema Corte (Sezione Lavoro n. 20976 del 12 ottobre 2011, Pres. Foglia, Rel. Berrino) ha rigettato il ricorso. La Corte di merito è partita dalla constatazione che a seguito di sollecitazione del Procuratore generale alla nomina di un nuovo funzionario delegato per la gestione delle spese di giustizia, stante il trasferimento del dirigente nominato, il Ministero provvide a nominare Rosanna A. con la indicazione di “Dirigente segreteria Procura generale Corte appello di Trento”, finendo, in tal modo col prendere atto dello svolgimento delle mansioni dirigenziali già espletate in via di fatto dalla medesima dipendente, così come attestato nella nota del Procuratore Generale; da ciò è poi giunta alla conclusione che il mancato conferimento di obiettivi era addebitabile esclusivamente all’amministrazione, senza che ciò potesse arrecare nocumento alla lavoratrice, la quale aveva di fatto svolto con carattere di prevalenza le mansioni di dirigente dell’ufficio affidatele, maturando il diritto a conseguire le relative differenze retributive.

fonte: Legge e Giustizia


Soprassiedo su altre espressioni brutte, o inutilmente opache, che avrebbero potuto essere sostituite (su tutte: il carattere di prevalenza e il «diritto a conseguire le relative differenze retributive») e mi concentro su arrecare nocumento. Consiglierei senz’altro arrecare (o recaredanno. A meno di non voler intervenire in modo più deciso sulla locuzione verbale, trasformando quell’arrecare nocumento (a qualcuno) in danneggiare (qualcuno).

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In giuridichese e in burocratese è arrecare nocumento. #dillopiùfacile: arrecare (o recaredanno.