Il film del giorno

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Il vento che accarezza l’erba / In Calabria

16 maggio 2014
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Questa sera, su Laeffe ore 21:10, il Morandini vi consiglia: Il vento che accarezza l'erba


Il vento che accarezza l'erbaThe Wind that Shakes the BarleyFr.-GB-Irl. 2006GENERE: Stor. DURATA: 124′ VISIONE CONSIGLIATA: GCRITICA: 4 PUBBLICO: 3REGIA: Ken LoachATTORI: Cillian Murphy, Orla Fitzgerald, Liam Cunningham, Padraic Delaney, Gerard Kearney, William Ruane
Ottimo film di controinformazione storica con radici nel passato remoto: dal XIII sec. l'Irlanda fu la prima colonia inglese. Fallita l'insurrezione armata nel 1916, nel 1920 reparti mal armati dell'IRA (Irish Repubblican Army) appoggiati dal partito di Sinn Fein, cominciano azioni di guerriglia contro le truppe britanniche e i Black and Tans (polizia ausiliaria) che reagiscono con una feroce repressione sui civili. Il 6-12-1921, grazie a Michael Collins, si firma un trattato che concede l'indipendenza e una sovranità limitata per 26 delle 32 contee dell'isola. Scritto da Paul Laverty, da 10 anni collaboratore di Loach, il racconto affronta la spaccatura tra riformisti e rivoluzionari (nel film: utopisti e realisti) che si condensa nel conflitto letale tra i fratelli Damien e Teddy O'Donovan. Evidenti sono le qualità che gli valsero la Palma d'oro a Cannes. Come in ogni opera valida del passato, ha palesi agganci col presente. Coniuga l'energia del cinema d'azione con l'approfondimento psicologico dei personaggi. Tutti bravi gli attori con Murphy/Damien primus inter pares. Restituisce l'aria del tempo (costumi di Eimer Ni Mhaoldomhnaigh) e riassume con efficacia l'intricato retroterra sociopolitico. Sposa l'emozione con la lucidità, il pessimismo con la volontà di lotta. Infine ha una qualità rara, una dimensione drammatica: nella 2ª parte diventa una tragedia moderna in cui la storia sostituisce il fato. Tra i due fratelli chi è Abele e chi Caino? Entrambi sono l'uno e l'altro. Loach e Laverty lasciano libero lo spettatore di scegliere e di schierarsi, se ci riesce. Titolo preso dal poeta irlandese Robert Dwyer Joyce.


Questa sera, su Rai5 ore 21:15, il Morandini vi consiglia: In Calabria

In CalabriaIt. 1993GENERE: Doc. DURATA: 83′ VISIONE CONSIGLIATA: TCRITICA: 3 PUBBLICO: 2REGIA: Vittorio De Seta
Rapporto su una regione del Sud, su una terra abitata ancora da persone che “vivono come all'origine dei tempi” e dove la modernizzazione è stata “la grande speranza delusa”, divisa tra pastori e contadini alle prese con un'economia depressa e con i segni di un'industrializzazione che si è risolta in degrado ambientale, disoccupazione, criminalità. Girato in 16 mm per la RAI con un commento (13 minuti complessivi) detto dalla voce di Riccardo Cucciolla, è una allarmata e sconsolata ricognizione ecologica in cui la Calabria non è soltanto “in Calabria”, ma un po' dappertutto intorno a noi. “Ha la bellezza disperata del gesto amoroso che vuole stringere nel presente della sua iscrizione l'oggetto amato e che può soltanto mostrarlo cambiato. L'oggetto filmato, la Calabria perduta, si assenta e si sospende, scoprendo contemporaneamente la potenza utopica e ucronica del cinema” (J.-L. Comolli). Ha segnato il ritorno al lavoro, dopo un'assenza ventennale, del siciliano De Seta.


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