La parola al traduttore

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Com’è fatto il dubbio

30 agosto 2011
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Punto di domandaGli ideogrammi – kanji in lingua autoctona – rappresentano il nucleo espressivo della lingua nipponica scritta: si tratta di caratteri di origine cinese che esprimono idee o concetti concreti o astratti, nonché nomi comuni o propri. Ogni ideogramma può essere scritto partendo da un minimo di un tratto a un massimo di trentatré tratti che, combinati insieme permettono la realizzazione di tutti i caratteri.
Tradurre il termine kanji 漢字 – letteralmente ‘caratteri cinesi’ – con ‘ideogramma’ (simbolo di un’idea), può, a volte, rivelarsi riduttivo. In alcuni casi si tratta infatti di segni che nascono dalla stilizzazione di oggetti concreti o da abbreviazioni convenzionali generatesi nell’arco di vari secoli.
L’elemento ideografico, di conseguenza, può essere ‘letto’ utilizzandone la pronuncia, analizzandone e scomponendone la forma e combinando insieme i vari significati che veicola: si tratta, senza dubbio, di un vasto ventaglio di interpretazioni, di immagini mentali e sensoriali. Alle volte, quindi, per favorire la memorizzazione di un vocabolo o la sua prassi di scrittura, può rivelarsi utile e divertente raccontarsi storie come questa.

In giapponese il termine dubbio si pronuncia ‘gimon’ e lo si scrive con i seguenti ideogrammi 疑問. Né il termine ‘gimon’, né l’aspetto grafico che di per sé incarnano i due kanji di origine cinese sono in grado di veicolare quel tipo di stupore che nasce, invece, quando si tenta di analizzare più a fondo ogni elemento grafico nei suoi singoli componenti.
Iniziando dal primo ideogramma 疑 che già singolarmente significa ‘dubbio, sospetto’, notiamo che, come ci racconta il dizionario etimologico dei kanji, è composto in realtà da quattro elementi:

ヒ (in alto a sinistra) è la semplificazione grafica di una persona seduta a terra con le gambe allungate in avanti
矢 (in basso a sinistra) rappresenta una freccia
マ (in alto a destra) rappresenta una persona china in avanti
疋 (in basso a destra) un ginocchio piegato verso il piede che indica l’atto del ‘camminare’

Riassumendo: una persona che stava camminando e che viene colpita da una freccia: rimane il dubbio se la persona sia caduta o meno e quindi indica il significato di DUBBIO.

Il secondo kanji 問, da solo, assume il significato di ‘domanda, domandare’ e anche in questo caso il carattere può essere scomposto in due elementi:
門 un cancello con due ante chiuse per cui non si può sapere, capire cosa c’è dentro
口 una bocca: per capire cosa c’è dietro il cancello, si chiede (con la bocca), da dietro le porte chiuse.

Insomma, il ‘dubbio’ è vago e necessita di domande e chiarimenti per essere fugato.

L’immagine è di The Sprout.

Commenti | 2 risposte

  1. L`etimologia dei kanji e` sempre molto problematica e varie interpretazioni sono possibili.
    Eccone un`altra del kanji 疑
    La parte di sinistra rappresenta un uomo che cammina ma con la testa girata all`indietro perche` e` stato chiamato da un bambino (la parte del kanji in alto a destra) e si ferma (la parte in basso a destra).
    Il dubbio o incertezza e` tra il proseguire o il fermarsi.
    Riguardo al kanji 問
    問は「口+音符門」で、わからないことを口で探り出す意。
    Secondo questa interpretazione il carattere di bocca sta ad indicare che le cose che non si sanno o non si capiscono si possono scoprire con la bocca (chiedendo) mentre il carattere di cancello 問 avrebbe solo valore fonetico cioe` indicherebbe la lettura del kanji.

    Saluti

    • Gentile lettore,
      come Lei ben sa, i kanji – ideogrammi offrono, in alcuni casi, la possibilità di varie interpretazioni (ricordiamo che la prima standardizzazione ufficiale risale al 200 ca. a.C. a cui, ne sono seguite poi altre nell’arco dei secoli). Il dizionario etimologico che ho preso in esame, è utilizzato ancora oggi nelle scuole elementari, mentre quello da Lei consultato, immagino sia un kanjigen o kanji jiten (ovvero ‘dizionario etimologico dei kanji’ o ‘dizionario dei kanji’). Già solo su questi tre testi, tutti validi ma nati e utilizzati con finalità un po’ diverse tra loro, possiamo incontrare delle sfumature di interpretazione differenti. Anche grazie al prof. Shirakawa Shizuka, lo studio dei kanji, delle loro origini, delle possibili applicazioni ecc. presenta alcune interpretazioni che sono state rivisitate e analizzate più a fondo.
      Susanna Marino

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