La posta del professore

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Il ‘la’ di aspettarsela

24/02/2012
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Buonasera Professore,
mi interessano molto i verbi procomplementari come andarsene o aspettarsela.
Vorrei sapere qual e’ il significato dei loro componenti e quali funzioni svolgono quando sono aggiunti proprio ad un verbo, per esempio ‘la’ nel caso del verbo aspettarsela (so che che ‘la’ può avere il valore neutro, anche in questo caso).
Sarei grata per ogni risposta.
Jola

 

Risponde il Prof. Mario Cannella, curatore dello Zingarelli:

 

Gentile Jola,

alcuni linguisti chiamano ‘verbi procomplementari’ le forme verbali in cui un verbo si unisce stabilmente con uno o due particelle pronominali o avverbiali.

I casi da lei citati sono i più semplici, in quanto il verbo d’origine mantiene il suo significato di base.

 

- Nel caso di andarsene, la particella avverbiale ‘ne’ ha il significato di ‘da lì, da qui’, e quindi ‘via’; la particella pronominale ‘si’ ha un valore intensivo, esprime partecipazione affettiva (come in mangiarsi una pizza, vedersi un film, ecc.).

Lo Zingarelli inserisce così questa forma nel lemma ‘andare’:
………….
B andarsi v. intr. pron.

1 †Andare: ciascuno, perché molta parte de la notte passata era, si andò a dormire (I. SANNAZARO).
2 andarsene, andare via (con valore intens.): se n’è andato poco fa; (est.) dileguarsi, scomparire: quest’anno il freddo non vuole andarsene; i miei guadagni se ne vanno troppo in fretta; la salute, la memoria se ne vanno | Trascorrere velocemente, riferito al tempo: le ore, i minuti se ne vanno | (fig.) Morire: Il moribondo… biascicò: – La roba a chi tocca. – E se ne andò in santa pace (G. VERGA).

 

- Nel caso di aspettarsela, la particella ‘si’ ha la stessa funzione intensiva, con un accentuato valore di ‘per sé’; la particella pronominale ‘la’, come lei giustamente accennava, ha un funzione di oggetto neutro indeterminato con il significato di ‘ciò’ (che la accomuna alla particella ‘lo’: me lo aspettavo) ovvero (nel caso di ‘la’) ‘questa cosa’, ‘questa faccenda’, ecc.

Così lo Zingarelli riporta il pronome ‘la’ in questa funzione:

la (1) /la/
[lat. (ĭl)la(m), comp. di etim. incerta ☼ 960]
………………………………………………………………………………
B pron. pers. e dimostr. f. sing.
1 Lei, essa (come compl. oggetto riferito a persona o cosa, in posizione sia enclitica sia proclitica): la rivedrò domani; non riesco a trovarla; eccola!; te la porterò appena potrò | Con valore neutro indet.: dirla grossa; vedersela brutta; ridersela; a farla breve; me l’ha fatta; smettila!; piantala!; o la va o la spacca!

E al lemma ‘aspettare’ così viene inserito aspettarsela:
………………….
B aspettarsi v. tr. pron. (aus. essere)
(con valore intens.) Prevedere che qlco. succeda (qlco.; + di seguito da inf., + che seguito da congtv.): non devi aspettarti niente da lui; non m’aspetto nulla di buono; questa me l’aspettavo; al mondo bisogna aspettarsi di tutto; mi aspetto di incontrarlo a teatro; mi aspettavo… che le avrebbe parlato per me (L. PIRANDELLO) | c’era da aspettarselo!, di situazione facilmente prevedibile.

 

- Ci sono poi altri casi, come per es. prendersela (risentirsi), farcela (riuscire in qlco.) o avercela (provare antipatia, rancore), nei quali le particelle pronominali, unendosi saldamente al verbo di base, ne modificano sensibilmente il significato. La particella pronominale o avverbiale ‘ci’ vede attenuato il suo contenuto semantico diventando un elemento semplicemente rafforzativo; le particelle ‘si’ e ‘la’, assieme a  ‘ci’, perdono la loro caratteristica morfologica e tendono, come si dice, alla lessicalizzazione, cioè a trasformarsi, assieme al verbo di base, in una unità lessicale autonoma.

Così lo Zingarelli inserisce, nel verbo ‘prendere’, l’espressione prendersela:

………. | prendersela, preoccuparsi, risentirsi: se la prende troppo; non te la prendere! | prendersela a male, offendersi, aversene a male | prendersela con qlcu., sfogare su di lui la propria ira, il proprio risentimento, adirarsi, risentirsi, irritarsi e sim.

 

Nell’augurarmi di avere soddisfatto la sua richiesta, la saluto cordialmente,

Mario Cannella