La posta del professore

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Ancora ‘se’ + condizionale: l’idea del futuro

28/05/2012
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Buongiorno Professore,
ho un dubbio sull’utilizzo del ‘se’ con il condizionale. Ora, il problema è emerso in una frase della versione di greco: ”gli Ateniesi non ritenevano degno vivere se non (lett. sarà possibile) farlo con la libertà” quindi era posteriorità nel passato. Ho chiesto al professore se fosse possibile mettere ”non avrebbero ritenuto degno vivere se non fosse stato possibile farlo con libertà” ma ha risposto che non sarebbe stato letterale e che avrei dovuto rendere il futuro! Al che, non sapendo da che parte girarmi, credo di non aver trovato la soluzione giusta: ”non ritevano degno vivere se non sarebbe stato possibile in libertà”. E’ sbagliato, no?! grazie mille

Pierus

Caro Pierus,

a mio avviso il rispetto della sintassi è più importante della opportunità di tradurre in modo letterale.

La sua frase “gli Ateniesi non ritenevano degno vivere se non fosse stato possibile farlo nella [meglio di 'con la'] libertà” mi pare corretta dal punto di vista sintattico mentre”gli Ateniesi non ritenevano degno vivere se non sarebbe stato possibile farlo nella libertà” mi pare che non lo sia:

In questo ho il conforto di Giacomo Leopardi che nelle Operette morali scrive:

“Non hai tu a memoria quello che disse il vostro Cesare quando egli, andando per le Alpi, si abbattè a passare vicino a quella borgatella di certi poveri Barbari: che gli sarebbe piaciuto più se egli fosse stato il primo in quella borgatella, che di essere il secondo in Roma?”

e poi

“Costretto da non so quale necessità una volta, a chiedere danari in prestanza a uno, il quale scusandosi di non potergliene dare, concluse affermando, che se fosse stato ricco, non avrebbe avuto maggior pensiero che delle occorrenze degli amici; esso replicò: mi rincrescerebbe assai che tu [intende: in futuro] stessi in pensiero per causa nostra. Prego Dio che non ti faccia mai ricco.”

Oppure G. D’Annunzio ne L’innocente:

“Parlando col dottore, mostrando un po’ d’incredulità per le sue previsioni rassicuranti, mostrando qualche inquietudine, io trovai il modo di esporgli il mio pensiero. Gli feci intendere che desideravo allontanato per Giuliana il pericolo a qualunque costo e che, se fosse stato necessario, avrei rinunziato al terzogenito senza rammarico. Lo pregai di non nascondermi nulla.”

Chiaro che ‘se’ in alcuni casi può reggere un condizionale: ma ciò avviene quando c’è una domanda indiretta: per esempio in “chiedigli se accetterebbe la nostra proposta”.
D’altra parte se consideriamo “degno vivere” una frase ellittica, possiamo risolvere il problema sciogliendo l’ellissi così: ”gli Ateniesi non ritenevano che sarebbe stato degno vivere se non fosse stato possibile farlo nella libertà”.
Ecco: invece che intervenire sulla successiva proposizione ipotetica (o nella principale, come pare fare lei nella sua seconda formulazione: “non avrebbero ritenuto degno vivere” invece di “non ritenevano…”), per rendere il futuro nel passato si potrebbe usare adeguatamente il condizionale, proprio come diciamo in Zingarelli:

condizionale /kondittsjoˈnale/

………………………………………..

B s. m.

● (gramm.) modo finito del verbo che esprime un’azione condizionata: condizionale presente (per es. andrei, mangerei), condizionale passato (per es. sarei andato, avrei mangiato) | modo del verbo usato per attenuare un’affermazione o con valore ipotetico, dubitativo e sim: preferirei andarci da solo; pochi sarebbero i superstiti; dunque, l’incapace sarei io? | modo del verbo che, nella sua forma al passato e in dipendenza di un verbo al passato, esprime l’idea del futuro: pensavo che sarebbe partito

Comunque non sono sicuro di avere colto pienamente il punto di vista del suo insegnante ed è ben possibile che il suo fosse un discorso più generale.

Con i miei migliori saluti,

Il Professore