La posta del professore

Facebook Twitter Google+ Feed RSS

‘Stuolo’: parola antica ma sempre viva

15/06/2012
Facebook Twitter Google+ Invia per e-mail

Caro Professore, qualche tempo fa tra le Parole del Giorno è stata segnalata 'stuolo': è meglio utilizzabile nello scritto o nel parlato?

Grazie della risposta,

Donatella

 

Gentile signora Donatella, stuolo è parola antica ma sempre viva e - a mio parere - elegante; sia nello scritto che nel parlato. Le cito alcune occorrenze tratte dal nostro corpus di opere letterarie e articoli di giornali:

Quel che fé poi ch'elli uscì di Ravenna e saltò Rubicon, fu di tal volo, che nol seguiteria lingua né penna. Inver' la Spagna rivolse lo stuolo, poi ver' Durazzo, e Farsalia percosse sì ch'al Nil caldo si sentì del duolo. (Dante, Divina Commedia - Paradiso XIV)

 

Lo scudo imbraccia, e qua e là si lancia,ma l'inimico stuolo è troppo grosso: l'un quinci il punge, e l'altro quindi afferra: egli s'arrosta, e fa lor aspra guerra. (Ludovico Ariosto, Orlando Furioso, Canto 5)

 

... il nobile dovizioso e violento, con intorno uno stuolo di bravi,... (Alessandro Manzoni, Promessi Sposi, Cap. 1)

 

Nel mese di settembre la fortezza di Pescara fu evacuata; le milizie borboniche si sbandarono, gittando armi e bagagli nelle acque del fiume; stuoli di cittadini corsero le vie con liberali acclamazioni di gioia. Anna, come seppe che l'abate Cennamele era fuggito precipitosamente, pensò che i nemici della Chiesa di Dio avessero ottenuto il trionfo; e n'ebbe molto dolore. (Gabriele D'Annunzio, Novelle della Pescara)

 

La guerra fredda e' stata vinta superando la prova dei missili a Cuba, o con lo spiegamento dei missili a Comiso; ma anche grazie al contagioso idealismo kennediano della "new frontier"; grazie alla creazione della "sozialmarktwirtschaft" europea; grazie allo stuolo di premi Nobel occidentali; grazie alla costruzione del nostro grande mercato transnazionale. (Arrigo Levi, Corsera, 1992)

 

... rilascia un'intervista spot al Daily Telegraph col duplice scopo di lusingare l'eros di casalinghe vogliose ed insoddisfatte, trasformandole cosi' in future lettrici, e di offrire ad uno stuolo di potenziali scrittori l'opportunita' di spiare nelle loro alcove mentali, per costringerli a cimentarsi con tutte le dirty performances che titillano la loro fantasia repressa. Basta applicare le tre regole d'oro: «Cercare uno sfondo talmente hard che mandi in tilt persino l'immaginazione piu' fertile; basarsi su un intreccio che non sia soltanto un vademecum della copula; fornire sesso in abbondanza, ma super dettagliato, certosino, da ornitologi , perche' fare all'amore piace a tutti, ma a tutti piace leggerlo per imparare nuove lascivie». Dopodiche' Peter Darvill Evans scende dal suo personalissimo Sinai ed annuncia al mondo le successive tavole dell'amore stampato: «Tutti i termini clinici e del linguaggio parlato, pur se volgari o brutali, sono ammessi per descrivere organi e relativi usi. (Piero Soria, La Stampa, 1992)

Con i miei migliori saluti,

Il Professore

Commenti | Una risposta

  1. Per me le parole non dovrebbero invecchiare. Esiste sempre un contesto dove inserirle. E piuttosto che il lessico scarno dei giorni nostri, è meglio arricchire un discorso con belle parole “significanti”. E’ pur vero che oggi si parla maluccio e ce ne accorgiamo quando ci confrontiamo con l’estero. Spesso noi usiamo i termini non in modo preciso. Insomma, a me la parola stuolo piace e la applico sovente!
    grazie