La parola di oggi è: indifferenza

in–dif–fe–ren–za
indifferènza 🔊 / indiffeˈrɛntsa /
[ vc. dotta, lat. tardo indifferĕntia(m), comp. di in- 3 e differĕntia ‘differenza’ sec. XIV ]
Definizione d’autore

s. f.
1

❖ condizione o atteggiamento di chi è indifferente:  bene non seppi, fuori del prodigio / che schiude la divina Indifferenza (E. Montale)

❖ distacco, scarsa simpatia: guardare qlcu. con indifferenza

2

❖ † eguaglianza, somiglianza

Definizione d’autore:
“Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti”. Le parole di un grande intellettuale e uomo politico, Antonio Gramsci, rendono bene il senso di una malattia morale che può essere anche una malattia mortale. L’indifferenza racchiude la chiave per comprendere la ragione del male, perché quando credi che una cosa non ti tocchi, non ti riguardi, allora non c’è limite all’orrore. L’indifferente è complice. Complice dei misfatti peggiori. L’alternativa, diceva Don Milani, è I care, ‘me ne importa, mi sta a cuore’. È il contrario esatto del motto fascista ‘Me ne frego’.
Liliana Segre