referèndum / refeˈrɛndum/
[lat., propr. ‘da riferire’, gerundivo nt. di refĕrre. V. referendario 1892]
s. m. inv.
1 Istituto giuridico con cui il popolo è chiamato a pronunciarsi mediante votazione su questioni di interesse nazionale, spec. ad approvare o ad abrogare un atto normativo: indire un referendum | referendum abrogativo, che abroga una norma legislativa esistente | referendum manipolativo, che abroga alcune parti di una legge esistente in modo da modificarla | referendum consultivo, che ha lo scopo di consultare gli elettori su un determinato argomento | referendum propositivo, che ha per oggetto una proposta di legge.
2 (est.) Consultazione di una particolare categoria di cittadini su una questione specifica: il sindacato ha indetto un referendum fra i lavoratori.
SFUMATURE plebiscito.


plebiscìto / plebiʃˈʃito/
[vc. dotta, lat. plebiscītu(m) ‘decisione del popolo’, comp. di plēbs, genit. plēbis ‘plebe’ e scītum ‘ordine’, part. pass. di scīscere ‘deliberare’, incoativo di scīre ‘sapere’. V. scibile sec. XIV]
s. m.
1 Presso gli antichi Romani, deliberazione votata dall’assemblea della plebe.
2 (dir.) Istituto con cui il popolo è chiamato ad approvare o disapprovare un fatto che riguarda la struttura dello Stato o del governo.
3 (fig.) Consenso unanime: un vero plebiscito di consensi, di lodi.
 SFUMATURE
plebiscito – referendum
Plebiscito, etimologicamente “consultazione della plebe”, è termine oggi poco usato per indicare l’espressione popolare del voto su un tema specifico, in particolare su una trasformazione che riguarda la struttura dello stato. Poiché in genere i plebisciti sono usati dai regimi autoritari per legittimarsi popolarmente e, per la manipolazione che quasi sempre li accompagna, danno luogo a un consenso pressoché unanime, il termine è oggi fortemente svalutato a vantaggio del concorrente referendum, che nell’attuale ordinamento costituzionale è lo strumento con cui i cittadini sono chiamati ad approvare o ad abrogare una legge o uno specifico atto normativo.