Parole da salvare

Mentre l’interesse della comunità dei parlanti viene spesso catalizzato dalle parole nuove, o neologismi, vorrei ricordare una bella iniziativa che Zanichelli porta avanti da tempo: il progetto sulle “parole da salvare”. Sono circa 3.000 termini che, nel vocabolario della lingua italiana Zingarelli, hanno stampato accanto un fiorellino, e che rappresentano un patrimonio di parole preziose, espressive, icàstiche, come direbbe Italo Calvino (a sua volta una parola da salvare!), oggi cadute, ahinoi, in semi-disuso.

L’intento è non solo di far conoscere una parte meno nota del nostro patrimonio lessicale, ma anche di invitare al suo impiego, per ritrovare il gusto di parole meno consuete, anzi, desuète (altra parola con il fiorellino) che sarebbe un vero peccato perdere. Più parole conosciamo e sappiamo usare, infatti, più siamo linguisticamente potenti: la capacità di scegliere esattamente il termine più giusto, più calzante per quello che vogliamo dire ci aiuta a esprimerci nella maniera più chiara ed efficace possibile e non deve essere interpretato come un segno di spòcchia.

Teniamo a mente che anche i sinonimi, in realtà, non esprimono esattamente lo stesso concetto, ma solitamente convogliano piccole differenze di significato (quindi non è quasi mai vero che una parola vale l’altra); tutti noi, nel nostro lessico quotidiano, siamo purtroppo avvézzi a impiegare con noncurànza termini passepartout come cosa, fare, roba semplicemente perché ci fa fatica lambiccàrci un secondo di più sulla parola da usare. Ecco, senza voler essere particolarmente reboànte, ho intessuto il mio post di un florilègio di termini insoliti: spero, con questo, di non essere suonata troppo piena di orpèlli e di non aver fatto adombràre nessuno.

Ecco, intanto, un sinonimo più comune per le parole “con il fiorellino” che ho usato io:

  • adombrarsi: rabbuiarsi, incupirsi
  • avvezzo: abituato
  • desueto: disusato
  • florilegio: raccolta esemplare (in senso ironico)
  • icastico: molto efficace, incisivo
  • noncuranza: disinteresse, trascuratezza
  • orpello: ornamento vistoso
  • reboante: pomposo, altisonante
  • spocchia: vanità, superbia

Recentemente, un nostro inviato ha chiesto ad alcuni passanti per le strade di Bologna il significato di quattro parole da salvare: sòrdido, cupidìgia, visibìlio e abborracciàre. Prima di guardare il video mettetevi alla prova: voi sapete spiegarne il significato?

Sul profilo Instagram Zanichelli trovi una selezione sempre aggiornata di “parole da salvare” affiancate da neologismi entrati a far parte del vocabolario della lingua italiana Zingarelli.
Scopri le parole di ieri e di oggi: https://www.instagram.com/zanichellieditore/