Esame di Stato

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Editoriale

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Nel film Il rosso e il blu, che è liberamente tratto dal bel libro di Marco Lodoli (Torino, Einaudi, 2009), il professor Fiorito spiega al professor Prezioso, giovane supplente d’italiano, che lui a scuola svolgeva sempre il tema di letteratura, quello dove insomma c’era da studiare e da conoscere l’argomento, perché bisognava parlare di poeti e di poetiche.

E alla prossima maturità, invece? Come si sceglie l’argomento da trattare? Come si organizzano i temi e i concetti per elaborare una traccia in modo chiaro, efficace e coerente con quello che viene proposto nel famigerato “plico” ministeriale?

La prima mezz’ora che segue la consegna delle tracce, di solito parecchi fogli fotocopiati dopo il rituale taglio delle buste, è quella in cui si decide quale tema svolgere: analisi del testo o saggio breve? Tema di storia o d’attualità? È un tempo che passa in fretta e che può lasciare anche un po’ sconcertati per la quantità di materiali che ci si trova davanti. Ma è bene sapere comunque che i brani proposti aiutano a costruire la scaletta del nostro lavoro, la sua ossatura generale, la pista da seguire per non perdersi e andare fuori tema.

Bisogna dunque armarsi di pazienza e impadronirsi di un discreto bagaglio di tecniche per snidare le idee accumulate in cinque anni di scuola, dare loro una fisionomia di discorso razionale e consapevole perché la prima vera prova della vita sta per cominciare.

Lo spirito e le intenzioni di questa rubrica che oggi inauguriamo risponde alle esigenze di un approfondimento tanto più necessario se pensiamo ad un’attività – quella della scrittura e dei suoi volti – che viene spesso considerata come un corpo autonomo della programmazione curricolare.

La scrittura propone invece un iter formativo che spazia su molti fronti, primo fra tutti quello della riflessività: sui saperi e la loro organizzazione; sul proprio  come categoria autobiografica; sul testo in quanto paradigma alto della letterarietà; sull’attualità che innerva i principi della cittadinanza democratica e della convivenza civile; sulla creatività come modello divergente in vista di un piacere della scrittura e di una libera espressione della propria personalità.

I nuclei attorno ai quali vorremmo proporre una serie di considerazioni prevedono una riflessione su situazioni lessicali e ortografiche, partendo da singole occasioni che consentiranno di affrontare gli aspetti formali della prova d’italiano.

A queste si alterneranno articoli di taglio strategico-operativo (come lavorare sulle tracce utilizzando i dizionari; come costruire una mappa di parole chiave lavorando sui campi semantici, dal dizionario analogico a quello dei sinonimi) con l’obiettivo di mettere a fuoco i temi di fondo da sviluppare e i loro collegamenti.

Vi saranno poi articoli sulle differenti tipologie proposte all’esame di stato (come si fa l’analisi del testo; come si scrive il saggio breve; come si affronta il tema di attualità), senza trascurare infine alcune delle categorie letterarie che potrebbero essere utili come ripensamento critico e approccio metodologico di momenti particolari del Novecento.

Commenti | Una risposta

  1. Mi sembra un’ottima e proficua impostazione. A me giunge gradita e peraltro ad hoc: per la prova comune di es di stato la scorsa settimana nel mio liceo è stata assegnato per l’ambito scient. proprio il saggio o art del 2001 esaminato qui come modello. Per quel poco di tempo scuola che rimane mi servirò opportunamente del materiale offerto per rivedere con gli studenti la problematica, anche alla luce delle valutazioni effettuate sulle loro prove corrette.
    I nuclei di riflessione qui proposti su ‘Le situazioni lessicali’ e ‘le categorie letterarie’ forse risultano per me le più interessanti da mettere a fuoco, sia per la complessità del ’900, sia perché sulle analisi delle tecniche delle tipologie il docente ‘datato’ come me ha già avuto occasione di vedere nel tempo molti aiuti per definire un approccio didattico efficace.
    Grazie per il contributo.

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