Scegliere una traccia piuttosto che un’altra all’esame di maturità è un po’ come decidere del proprio futuro. Prediligo quella che mi piace di più e che si addice ai miei interessi oppure faccio una scelta sulla base di un criterio oggettivo e razionale, indirizzandomi sull’argomento che conosco meglio, anche se stimola di meno il mio coinvolgimento emotivo e le mie inclinazioni personali? Nell’Editoriale di questo Blog abbiamo visto come il professor Fiorito del film Il rosso e il blu non avesse dubbi: tema di letteratura, commento della poesia, studio degli autori. Ma questo non è un film e allora bisogna intanto conoscere in che modo vengono concepite e strutturate le tracce dell’esame di stato.

E poi c’è il problema della scrittura, che è soprattutto un fatto di ritmo e di cadenze, di scorrevolezza e di fluidità. Per questo alla maturità è importante avere a disposizione anche gli strumenti linguistici di consultazione, e il primo vero ferro del mestiere è il vocabolario della lingua italiana. Prendiamo il caso dell’analisi del testo proposta alla maturità del 2004. La poesia in questione era Casa sul mare di Eugenio Montale e uno dei quesiti chiedeva:

Che cosa sono le conche del v. 11 e le isole dell’aria migrabonde del v. 14. Che cosa significano le espressioni: l’ora che torpe del v. 18; prima di cedere del v.27; solo chi vuole s’infinita del v. 22; … l’avara mia speranza. A’ nuovi giorni, stanco, non so crescerla dei vv. 31-32?

 

Come sarebbe stato possibile svolgere il commento della lirica montaliana senza il soccorso del Vocabolario e dei suoi apparati? Talvolta la difficoltà dei quesiti e l’inadeguatezza del proprio strumentario linguistico fa correre il rischio di escludere a priori la scelta della Tipologia A, quella dell’analisi del testo, la più temuta per il confronto con il sistema della lingua, con l’universo stilistico e letterario dell’autore. Per cui si ripiega inevitabilmente sulle altre tipologie.

Il tema della maturità ne prevede quattro.

La Tipologia A propone, come si è detto, il testo letterario, in prosa o in poesia, di cui si richiedono esplicitamente (1) una comprensione generale, che può avvenire anche attraverso un riassunto del contenuto informativo; (2) un’analisi più approfondita che solitamente viene guidata mediante delle indicazioni o dei quesiti (individuare versi o frasi significative; parole o concetti che racchiudono in sé il significato del testo); (3) un’interpretazione complessiva che comprenda approfondimenti e collegamenti.

La Tipologia B chiede di comporre il tema nella forma del saggio breve oppure in quella dell’articolo di giornale, su un argomento da scegliere tra vari ambiti di riferimento: artistico-letterario; socio-economico; storico-politico; tecnico-scientifico. I quattro indirizzi di questa tipologia sono supportati ciascuno da una serie di brani (ma anche di materiale iconografico) che hanno la funzione di stimolare le idee, promuovere la discussione, creare i presupposti perché dalla rielaborazione di queste letture possano emergere spunti di riflessione, considerazioni personali, analisi storico-culturali, collegamenti ad altri contesti e discipline, confronti con il proprio vissuto.

Seguono poi il “tema di argomento storico” (Tipologia C) e quello di “ordine generale” (Tipologia D): il primo dedicato ad un aspetto particolare della storia contemporanea, solitamente (ma non sempre) introdotto da una citazione di media lunghezza; il secondo più strettamente collegato ad argomenti di attualità.