consuetùdine / konsueˈtudine/
[vc. dotta, lat. consuetūdine(m), da consuētus ‘consueto’ 1294]
s. f.
1 Abitudine, uso costante di fare qlco.: è sua consuetudine arrivare in anticipo; la buona consuetudine a tempo vince ed emenda ogni appetito non ragionevole (L.B. Alberti).
2 Usanza, costume: secondo la consuetudine; le antiche consuetudini del luogo.
3 Rito consueto, tradizione propria di un ordine religioso o di una Chiesa.
4 (dir.) Fonte di diritto consistente nella ripetizione generale e costante di dati comportamenti col convincimento che essi rispondano a un obbligo giuridico.
5 (lett.) Dimestichezza: avere consuetudine coi classici; come ci fosse una consuetudine tra lei e l’uomo di quel bar (I. Calvino).
 SFUMATURE
consuetudine – usanza – moda
Consuetudine è un’abitudine, una regola, una pratica osservata in maniera costante da una singola persona o dai membri di una comunità. In questa accezione è sinonimo di usanza, che tuttavia mette maggiormente l’accento sulla continuità di una tradizione. Moda designa invece un costume passeggero, destinato ad avere vita breve.
SFUMATURE abitudine, ►uso (2).


desuetùdine / desueˈtudine/ (o -ṣ-)
[vc. dotta, lat. desuetūdine(m), da desuēscere, comp. di dē- e suēscere ‘abituarsi’ 1360 ca.]
s. f.
1 Mancanza di consuetudine | Disuso: vocabolo caduto in desuetudine.
2 (dir.) Cessazione di validità di una norma a causa della sua inosservanza prolungata nel tempo; non è ammessa dall’ordinamento giuridico italiano.