La parola di oggi è: femminicidio

SILLABAZIONE: fem–mi–ni–cì–dio
femminicìdio / femminiˈtʃidjo/
[comp. di femmina e -cidio (1) 1888]
s. m. (pl. -i o raro -ii)
uccisione di una donna, quando il fatto di essere donna costituisce l’elemento scatenante dell’azione criminosa
 DEFINIZIONI D’AUTORE
Molti si chiedono perché è stata necessaria l’introduzione di una nuova parola, femminicidio, per un crimine che alla fine è “un omicidio come un altro”. Semplicemente perché non è un omicidio come un altro. Dietro alla catena ininterrotta di donne uccise in quanto donne c’è un grande movente che va portato allo scoperto, un nemico che si annida in ogni tipo di cultura e società: è l’atteggiamento culturale dominante che considera una moglie, compagna, fidanzata, figlia, sorella – insomma una donna –, come “qualcosa” da possedere e non “qualcuno” con pari diritti e dignità. Se la parola non vi piace, inventatevi un altro neologismo, troviamo insieme un termine più aggraziato e pertinente. Ma non facciamo finta che il dramma non esista.

Serena Dandini