ottùṣo / otˈtuzo/
[vc. dotta, lat. obtūsu(m), part. pass. di obtŭndere ‘ottundere’ 1282]
agg.
1 (raro) detto di ciò che non è tagliente, che ha perduto la punta o il filo: spada ottusa; coltello ottuso
2 (fig.) che manca di acutezza mentale, che è lento e tardo nel comprendere: ingegno ottuso; mente ottusa; sguardo ottuso | (est.) detto di organo di senso che ha perso in parte la sua capacità: gusto, olfatto ottuso
3 (fig.) detto di suono sordo, dotato di poca risonanza: voce ottusa
4 (mat.) detto di angolo maggiore di un angolo retto e minore di un angolo piatto ILL. geometria
|| ottuṣaménte, avv. in modo ottuso, con ottusità
SFUMATURE tardo


tàrdo / ˈtardo/
[lat. tărdu(m), di etim. incerta 1268]
A agg.
1 (lett.) pigro, non sollecito | (est.) lento: tardo a muoversi; passi tardi; in un moto in sé considerato e solo dir si può veloce o tardo (P. Sarpi) | (lett.) che rivela una lentezza grave e severa: Genti v'eran con occhi tardi e gravi (Dante Inf. IV, 112) | (fig.) ottuso, poco sagace: ingegno tardo; essere tardo a capire
2 avanzato, inoltrato: si salutarono nel tardo pomeriggio; sono rientrati a tarda notte | ore tarde, quelle della sera | tarda età, la vecchiaia | (lett.) futuro, postero: Tardi nepoti e secoli, / che dopo Pio verrete (V. Monti) | che è il più vicino alla fine, detto di periodi storici, artistici, letterari: il tardo Illuminismo
3 che viene dopo il tempo opportuno e riesce inutile: consiglio tardo; una tarda confessione SIN. inopportuno, intempestivo
4 tardivo, detto di piante o frutta
|| tardétto, dim. | tardóna, accr. f. (V.) | tardóne, accr. (V.) | tardòtto, alter.
|| tardaménte, avv.
1 (raro) tardi
2 (raro) lentamente, adagio
B avv.
1 (lett.) lentamente, piano: la spada di qua su non taglia in fretta / né tardo (Dante Par. XXII, 16-17)
2 tardi: alma real, dignissima d'impero / se non fossi fra noi scesa sì tardo (F. Petrarca)
 SFUMATURE
tardo – ottuso – pigro
Detto di persona, tardo connota chi è lento nel muoversi e, in senso figurato, nel pensare, e manca dunque di sagacia. Se la poca sagacia dipende non da mancanza di prontezza ma da torpidezza di mente, scarsa capacità di comprendere, si ricorre al termine ottuso. L'essere pigro non definisce come i precedenti una qualità dell'intelligenza, ma piuttosto una natura restia a muoversi, a fare, a decidere: ne consegue che una persona può essere pigra senza essere per questo poco intelligente.