La parola di oggi è: pinza

SILLABAZIONE: pìn–za
pìnza (1) / ˈpintsa/
[fr. pince, da pincer ‘pinzare’ 1875]
s. f.
1 (spec. al pl.) utensile costituito da due branche d’acciaio, unite da una cerniera, usato per afferrare, stringere, strappare e sim.: la pinza del meccanico, dell’elettricista | pinza da minatore, quella di bronzo con cui si tagliano le micce e si serrano i detonatori attorno alle loro estremità e con cui si forano le cartucce di esplosivo | pinza a tormaline, polarimetro rudimentale costituito da due tormaline funzionanti l’una da polarizzatore e l’altra da analizzatore della luce verde, usato spec. per esperienze di birifrangenza | pinza da chimico, usata per sostenere burette, crogioli, provette e sim. | da prendere con le pinze, (fig.) da trattare o da accogliere con molta cautela
2 (med.) strumento di presa a due branche dentate o meno: pinza chirurgica; pinza anatomica; pinza emostatica
3 (pop.) ciascuna delle chele dei crostacei e degli scorpioni
4 piccolo strumento manuale a forma di molla per stringere o afferrare: la pinza dello zucchero
5 (gerg.) riflettore spec. per usi scenografici, composto da una lampada a luce diffusa contenuta in un cappuccio paraboloide fissato con una pinza
|| pinzétta, dim. (V.)


SILLABAZIONE: pìn–za
pìnza (2) / ˈpintsa/
[dal dial. piza ‘pizza’ con intrusione di n 1931]
s. f.
1 dolce bolognese di forma schiacciata, cotto al forno con un ripieno di mostarda di cotogne
2 pane dolce del Veneto e del Friuli, tipico delle feste natalizie e pasquali