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BYOD

06/04/2015
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BYOD (Bring Your Own Device): abbreviazione

Anche BYOT (… technology), BYOP (phone), BYOPC (PC)

 

Hazelton does not feel that BYOPC will become as common practice as BYOD but does indicate that there are some circumstances where it is viable.

A BYOT initiative can actually supplement what a school might already have in terms of technology and increase access.

While solutions have been created, BYOP does pose certain problems.

 

In un post precedente abbiamo parlato di MOOC, acronimo di Massive Open Online Course. BYOD, BYOPC, BYOT, BYOP ecc. sono dette in inglese initialisms (sigle) perché pronunciate una lettera per volta (anche se nell’uso comune acronym e initialism sono considerati sinonimi). BYOD (cioè ‘porta il tuo dispositivo’) e le altre sigle appena citate si riferiscono al fenomeno sempre più diffuso di consentire a dipendenti o studenti di portare il proprio dispositivo mobile in azienda o a scuola e accedere così a informazioni e dati dell’azienda o della scuola stessa. Ovviamente tale sistema può rappresentare un problema per quanto riguarda la sicurezza delle informazioni e dei dati, anche se non si tratta di una difficoltà insormontabile.

BYO (Bring Your Own) è una sigla estremamente flessibile, dato che basta aggiungere un’altra lettera per ottenere un’infinità di sigle dai significati diversi a seconda del contesto. Dunque BYOP può voler dire Bring Your Own Phone, espressione usata nella telefonia mobile per indicare l’acquisto di una carta sim o la stipula di un contratto senza cambiare cellulare; ma la P può anche voler dire pumpkin (ad una festa di Halloween), popcorn (alla proiezione di un film), paint (per il paintball), picnic ecc.

 

Origini del termine

 

BYOD e tutte le altre sigle viste finora derivano da una sigla, BYOB, che non ha niente a che fare con la tecnologia. BYOB sulla vetrina di un ristorante o su un invito a una festa significa ‘Bring Your Own Bottle’ (o ‘booze’), cioè ‘portatevi da bere’. A volte la sigla viene abbreviata in BYO (la bottiglia è sottintesa). Per quanto riguarda i ristoranti la prassi nasce dal fatto che non tutti hanno la licenza per vendere alcolici; in certi fanno pagare una piccola cifra per stappare la bottiglia portata dal cliente, in altri no.

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