Tag: verbi

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Dire che cercare l’anima gemella ai tempi dei social è un campo minato è dire poco, almeno a giudicare dalla quantità di espressioni nuove che nascono regolarmente per descrivere i mille modi in cui i (potenziali) partner sembrano tormentarsi a vicenda.


anonymize/pseudonymize

Anonimizzare i dati personali significa rimuovere qualsiasi elemento riconoscibile che possa permettere a tali informazioni combinate di risalire a un soggetto specifico identificandolo.


ghost

Sembra assurdo, ma nel mondo iperconnesso in cui viviamo è possibile che un’amicizia o una storia scompaiano senza lasciar traccia.


floss

Se il dentista vi parla del floss con tutta probabilità si sta riferendo al filo interdentale e non al tormentone globale degli ultimi tempi, la strana danza chiamata appunto floss o flossing.


segue

Usato in inglese da circa duecento anni come didascalia negli spartiti musicali, il verbo e sostantivo segue è entrato nella lingua comune a metà del secolo scorso.


disrupt

Oggi prendiamo in esame la recente evoluzione subita dal verbo to disrupt e i suoi derivati, i quali hanno acquistato una connotazione perlopiù positiva che viaggia mano nella mano con il tradizionale significato negativo.


deadname

Il sostantivo deadname e il relativo verbo sono assurti agli onori della cronaca di recente in seguito alle vicende che hanno visto dei personaggi pubblici riferirsi a persone transgender utilizzando il nome che esse avevano prima della transizione.


virtue signalling

virtue signalling è una locuzione usata dalla destra per identificare coloro che, specialmente da sinistra, si schierano pubblicamente a favore di una causa solo a parole.


silo

La metafora del silo è stata introdotta nel linguaggio della gestione aziendale alla fine degli anni 1980 da Phil S. Ensor, che coniò la locuzione functional silo syndrome per descrivere i problemi individuati nelle aziende presso le quali lavorava in veste di consulente.


side-eye

Lanciare un’occhiata di traverso a qualcuno, o give someone the side-eye, può esprimere diversi stati d’animo tra cui curiosità, sospetto, disapprovazione, disprezzo o incredulità ed è utilissimo per manifestare i propri sentimenti senza parlare: basta l’espressione del viso.