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Fail

26/01/2015
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fail: sostantivo numerabile

 

Questa è la stagione in cui giornali, radio, tv ecc. pubblicano articoli sulle parole più gettonate dell’anno, quelle che hanno fatto maggiormente colpo sul pubblico e sui professionisti del settore. I dizionari più autorevoli eleggono le rispettive ‘parole dell’anno’, che vengono regolarmente applaudite o fischiate, a seconda dei gusti. C’è chi poi propone liste di ‘parole da vietare’, con conseguenti aspri dibattiti tra quelli a favore e quelli contro (quest’anno la prestigiosa rivista Time ha preso un imbarazzante granchio quando ha incluso la parola feminist tra quelle da bandire, prima di scusarsi e fare rapidamente marcia indietro). Invariabilmente, le parole oggetto di questo tipo di ‘evento’ definiscono la tendenza di quell’anno e spesso si rivelano essere dei fuochi di paglia: nel mondo anglofono, chi si ricorda più di refudiate (parola dell’anno 2010) e di plutoed (reginetta del 2006)? Nel frattempo, altri significati entrano silenziosamente nella lingua. E ci rimangono, com’è successo ad un senso del sostantivo fail.

Fino a poco tempo fa, il sostantivo fail aveva un solo significato: quello di bocciatura:

 

A pass is 70% while a fail is 69% or below.

 

Fail entra in gioco anche nell’espressione without fail (invariabilmente, senza mai mancare):

 

I've worn a helmet for the last 10 years without fail.

Every morning without fail Ferdinand - one of the kittens from last summer - came to visit.

 

Recentemente, però, si è affermato un altro significato: fail come errore o fiasco, specialmente uno di proporzioni colossali o uno particolarmente imbarazzante:

 

We have to talk about the spectacular parenting fail that Lynn had.

The gingerbread houses that I make at home with my kids, are usually a big fail.

 

Certo, questo significato è già coperto dal sostantivo failure (fallimento, insuccesso, fiasco) ma fail implica qualcosa di più di un’obiettiva mancanza di successo: è un giudizio di valore quello che si esprime con la parola fail, che in questo uso è spesso preceduta da un aggettivo iperbolico tipo epic (a sua volta un nuovo senso del termine):

 

In theory, this is great. In reality it’s a total joke, an epic fail on Apple’s part.

 

Alla diffusione di fail ha probabilmente contribuito la sempre crescente tendenza a mettere in ridicolo fragilità e stravaganze altrui, come dimostrano le centinaia di esempi che appaiono su siti come BuzzFeed e YouTube.

 

Origini del termine

 

In inglese, uno dei modi più frequenti di creare parole e accezioni nuove è quello di trasformare un sostantivo in un verbo o un verbo in un sostantivo: processi detti rispettivamente verbing e nouning. Fail appartiene a quest’ultima categoria.

 

Traduzione di Loredana Riu

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